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	<title>Eventi &#8211; Tolkieniana Net</title>
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	<description>Il luogo degli Artisti della Terra di Mezzo</description>
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	<title>Eventi &#8211; Tolkieniana Net</title>
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		<title>Intervista a Veronica Stima &#8211; Le Schiere di Arda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sara Conte]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2021 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Cosplay]]></category>
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					<description><![CDATA[di Benedetta Lolli Per quanto riguarda gli Hobbit della Contea, di cui tratta questo nostro racconto, essi erano, nei tempi di pace e di benessere, un popolo allegro e spensierato; portavano vestiti di colori vivaci, preferendo il giallo ed il verde, ma calzavano raramente scarpe&#8230; (J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Prologo: A proposito degli&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right">di <strong>Benedetta Lolli</strong></p>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>Per quanto riguarda gli Hobbit della Contea, di cui tratta questo nostro racconto, essi erano, nei tempi di pace e di benessere, un popolo allegro e spensierato; portavano vestiti di colori vivaci, preferendo il giallo ed il verde, ma calzavano raramente scarpe&#8230;</em></p><cite><em>(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Prologo: A proposito degli Hobbit, traduzione di Vittoria Alliata di Villafranca, Bompiani, 2004)</em></cite></blockquote>



<p class="has-text-align-left has-small-font-size"></p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>Tutto quello che l&#8217;ignaro Bilbo vide quel mattino era un vecchio con una bacchetta magica. Aveva un alto cappello blu a punta, un lungo mantello grigio, una sciarpa argentea sulla quale la lunga barba bianca ricadeva fin sotto la vita, e immensi stivali neri&#8230;</em> </p><cite><em>(J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, cap. I, traduzione di Elena Jeronimidis Conte, Adelphi, 1989)</em></cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote"><p><em>&#8220;Il vecchio Bombadil era un tipo assai allegro;stivali gialli aveva e la giacca color cielo, cinture e brache in cuoio, colore verde prato;sul cappello una piuma che a un cigno aveva strappato&#8230;&#8221;</em>.</p><cite><em>(J.R.R. Tolkien, Le avventure di Tom Bombadil, traduzione di Isabella Murro, Bompiani, 2008)</em></cite></blockquote>



<p class="has-text-align-left"><em>Potremmo continuare a lungo: quante volte, leggendo il Legendarium, ci siamo imbattuti nelle descrizioni dei suoi personaggi? Estremamente accurate e precise, ricche di poesia e particolari, hanno dato forma alla Terra di Mezzo e ai suoi abitanti nella nostra immaginazione. Forse siamo persino arrivati a chiederci come avremmo potuto prendere parte al mondo di Arda, in qualche modo. Per molti di noi, può essere che questo pensiero si sia acuito, dopo le trasposizioni cinematografiche di <strong>Peter Jackson</strong> delle opere del Professore, fino a domandarsi come potrebbe essere vivere anche solo un giorno nel mondo creato da Tolkien.&nbsp;</em></p>



<p class="has-text-align-left"><em>Abbiamo pensato di parlarne con <strong>Veronica Stima</strong>, ideatrice del gruppo di costuming <strong><a href="https://www.facebook.com/GruppoCostumingLeSchierediArda/" data-type="URL" data-id="https://www.facebook.com/GruppoCostumingLeSchierediArda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le Schiere di Arda</a></strong>: ci siamo fatti raccontare gli scopi, i legami con le opere del Professore e con i film di Jackson, gli eventi in programma e cosa stia alla base di questo ambizioso progetto.</em></p>



<p class="has-text-align-left"><em>Ringraziamo Veronica e vi auguriamo buona lettura!</em></p>



<hr class="wp-block-separator is-style-dots"/>



<p><em>Salve Veronica. Come e soprattutto perché è nato il gruppo &#8220;Le Schiere di Arda&#8221;?</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_64834414.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_64834414.jpg" alt="" class="wp-image-2192" width="333" height="444"/></a><figcaption>Veronica Stima e Gianluca Comastri</figcaption></figure></div>



<p>Salve, e grazie per l&#8217;invito! Dunque, l&#8217;idea non è stata solo mia ma, insieme a Vasco, Camilla e Stefania (gli attuali amministratori del gruppo) da molti anni volevamo costruire un progetto di <em>costuming</em> sull&#8217;universo tolkieniano, che operasse sì a livello internazionale, ma soprattutto a livello nazionale, in cui uno dei punti fondamentali fosse la qualità estrema nella cura e nell&#8217;aderenza nel singolo costume, un<em> reenactment</em> vero e proprio. Abbiamo scelto di chiamare il gruppo &#8220;Le Schiere di Arda&#8221; perché racchiudesse sia tutto il mondo di Arda creato e raccontato da Tolkien, sia quello proposto e ricostruito negli adattamenti cinematografici e nelle serie televisive, a partire dal <em>Silmarillion</em> fino ad arrivare al <em>Signore degli Anelli</em>. Citare solo la Terra di Mezzo dispiaceva, sembrava di voler distinguere a livello di importanza un&#8217;opera corale e unitaria che costituisce un unico mondo. In più, il riferimento alle &#8220;Schiere&#8221; è legato all&#8217;idea di persone che entrano a far parte di un&#8217;armata di <em>costuming</em> completa, in cui al di là dei costumi del &#8220;lato bianco&#8221;, i popoli liberi, ci sarà anche la presenza delle schiere dell&#8217;ombra, che racchiudono anche le legioni oscure.</p>



<p><em>Ha parlato delle Schiere di Arda come un gruppo legato a un progetto di costuming: che differenza c&#8217;è con il cosplaying?&nbsp;</em></p>



<p>Il <em>cosplaying</em> è incentrato sul voler interpretare un personaggio, ma aggiungendo qualcosa di proprio: potremmo dire che è più personalizzabile, ci sono più deroghe legate al gusto e alla personalità del <em>cosplayer</em> rispetto all&#8217;aderenza al personaggio interpretato. Il <em>costuming </em>prevede un&#8217;accuratezza e una somiglianza il più vicina possibile al 100%, che passa per l&#8217;uso di copie reali dei costumi dei film, l&#8217;uso di parrucche e lenti a contatto&#8230; la somiglianza fisica è un fattore molto importante!</p>



<p><em>Cosa aggiunge il costuming all&#8217;essere un appassionato di Tolkien?</em></p>



<p>Domanda difficile! L&#8217;appassionato di Tolkien è già completo. Potremmo dire che il <em>costuming</em> dà una nuova sfaccettatura: è anche un modo per fare emergere la creatività, sia quella che sta nel singolo che quella propria degli artisti, e portarla agli altri, come abbiamo fatto ad esempio con la mostra dei costumi <em>(a cura di Veronica) </em>o delle armature <em>(a cura di Vasco)</em> del Signore degli Anelli. Le persone che vogliono fare <em>costuming</em> in primo luogo lo fanno per stare con gli amici con cui condividono una passione e perché è un modo per evadere dalla vita di tutti i giorni.&nbsp;</p>



<p>Essere appassionati di Tolkien è già una prerogativa in sé: accostarsi al Professore non è sempre facile e forse non è nemmeno per tutti, ci sono insegnamenti fondamentali che bisognerebbe conoscere e far conoscere perché non tutti li hanno afferrati.</p>



<p><em>Quali sono gli scopi del gruppo?</em></p>



<p>Il nostro scopo principale è divertirci e far divertire il pubblico, passando e facendo passare belle giornate con ricordi positivi da custodire, soprattutto dopo un periodo come quello che abbiamo passato nell&#8217;ultimo anno e mezzo. Siamo ancora pochi ma siamo accomunati dall&#8217;amore per Tolkien, c&#8217;è sempre spazio per il confronto e per battibecchi costruttivi! Siamo più o meno tutti usciti da ambienti (non solo tolkieniani) in cui ripicche e rivalse avevano logorato il contesto: uno dei nostri propositi è la ricerca di armonia e rispetto (come insegna il Professore stesso, tra l&#8217;altro!),&nbsp; il lavoro per un bene comune, lavorare per costruire qualcosa insieme, con convivialità, da portare negli anni a venire.</p>



<p><em>Cosa vi ha spinti ad entrare nella comunità dei <strong>Tolkieniani Italiani</strong>?</em></p>



<p>Conosco da anni gli admin, anche personalmente: io e mio marito Gianluca (che ne fa parte) ci sentiamo molto affini al gruppo. Ci sentiamo spesso nei diversi canali e, anche se non siamo molti e nonostante il Covid-19, abbiamo trovato punti di incontro durante diverse esperienze di vita: in fondo, penso siamo persone diverse ma con un punto fisso in comune da portare nel vivere la vita di tutti i giorni.</p>



<p><em>Come si entra a far parte delle Schiere di Arda?</em></p>



<p>Abbiamo un regolamento piuttosto restrittivo, scegliamo tra le persone che fanno richiesta tramite e-mail: abbiamo anche una <a href="https://www.facebook.com/GruppoCostumingLeSchierediArda/" data-type="URL" data-id="https://www.facebook.com/GruppoCostumingLeSchierediArda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pagina Facebook</a> su cui si trovano tutte le notizie a questo riguardo in un album dedicato. Alla richiesta deve essere allegata una fotografia del costume: si viene giudicati da me per i costumi generali, da Camilla per il personaggio di Galadriel nello specifico e da Vasco per quel che riguarda le legioni oscure. I punti fondamentali che devono essere menzionati sono la composizione del costume e come è stato realizzato, così che possiamo magari riferire su eventuali errori e così via. Se la richiesta viene approvata, si entra a far parte delle Schiere di Arda. Esistono tre livelli, argento, oro e mithril.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_5.jpg"><img decoding="async" width="355" height="548" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_5.jpg" alt="" data-id="2198" data-full-url="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_5.jpg" data-link="https://tolkieniana.net/wp/?attachment_id=2198" class="wp-image-2198"/></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_4.jpg"><img decoding="async" width="274" height="491" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_4.jpg" alt="" data-id="2199" data-full-url="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_4.jpg" data-link="https://tolkieniana.net/wp/?attachment_id=2199" class="wp-image-2199"/></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_2-1024x685.jpg" alt="" data-id="2200" data-full-url="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_2.jpg" data-link="https://tolkieniana.net/wp/?attachment_id=2200" class="wp-image-2200"/></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_1-1024x683.jpg" alt="" data-id="2201" data-full-url="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_1.jpg" data-link="https://tolkieniana.net/wp/?attachment_id=2201" class="wp-image-2201"/></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="756" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441-1-1024x756.jpg" alt="" data-id="2202" data-full-url="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441-1.jpg" data-link="https://tolkieniana.net/wp/?attachment_id=2202" class="wp-image-2202"/></a></figure></li></ul></figure>



<p>Il livello argento si ottiene se i costumi sono validi, ma presentano qualche differenza con l&#8217;originale: per dire, anche il mio costume di Eowyn si collocava in questo range perché presentava alcune differenze&#8230; ma il livello assegnato in partenza non è fisso, anzi! E&#8217; sempre possibile fare un upgrade al livello successivo, apportando miglioramenti.&nbsp;</p>



<p>Il livello oro si assegna nel caso di un lavoro davvero ottimo, in cui tutto corrisponde all&#8217;originale.</p>



<p>Il livello mithril, il più alto, è solo per chi ha già raggiunto il livello oro ma, in più, assomiglia anche fisicamente al personaggio che ha deciso di interpretare.&nbsp;</p>



<p>La suddivisione in livelli è importante perché in questo modo riusciamo a gestire la priorità per sfilate e parate: la resa scenica è sempre differente e, anche per questo motivo, cerchiamo persone più simili possibili.&nbsp; Fare l&#8217;upgrade, in più, dà l&#8217;opportunità ai membri del gruppo di accedere a eventi con un numero ristretto di partecipanti.</p>



<p>L&#8217;iscrizione alle Schiere di Arda non ha costo, è gratuita: già il <em>costuming</em> ha di per sé un prezzo elevato, e, per quanto possibile, sarebbe bello che le persone potessero godersi l&#8217;evento senza dover pagare ulteriormente.</p>



<p>Una delle cose più belle penso sia far conoscere la Bellezza, ciò che ha fatto e scritto Tolkien&#8230; trovo splendido che anche dopo decenni faccia ancora scaturire ispirazioni diverse da persona a persona: chi è ispirato sul lato artistico, chi, come ad esempio mio marito Gianluca, dalle lingue elfiche&#8230; è meraviglioso. In fondo penso che quello che si fa sia cercare di ispirare le persone, come lo stesso Professore ci ha insegnato.</p>



<p><em>Cosa pensa degli adattamenti cinematografici?</em></p>



<p>In realtà penso che la mia posizione cambi di anno in anno, ogni volta che riguardo i film, ci sono sempre nuovi dettagli che spuntano all&#8217;occhio o punti di vista diversi che magari all&#8217;inizio non erano stati considerati! Il mio focus sono ovviamente i costumi, conosco la storia e trovo che, nonostante le critiche, sia davvero stata resa molto bene per il grande schermo. Da costumista posso capire le esigenze di scena rispetto a ciò che si trova (o che ci si immaginerebbe) leggendo i libri: in un&#8217;epopea del genere, qualcosa scappa per forza, non può starci tutto. Posso dire che sono molto soddisfatta, assolutamente, anche a distanza di anni, soprattutto per quel che riguarda <em>Il Signore degli Anelli</em>: penso che Peter Jackson sia stato un vero maestro. Se devo dire la verità, un po&#8217; meno per quanto concerne Lo Hobbit, ma forse molto dipende anche dal passaggio di consegne tra <strong>Guillermo del Toro</strong> e Jackson: quando ci si trova a dover lavorare su un prodotto ideato da altri è sempre più difficile e complesso.</p>



<p>Per quel riguarda i costumi disegnati e realizzati per gli adattamenti cinematografici, nello specifico&#8230; <strong>Ngila Dickson</strong> (la costumista della Trilogia del <em>Signore degli Anelli</em>) ha fatto un lavoro eccelso! Personalmente,&nbsp; dopo anche anni di evoluzione professionale, ho trovato magari un po&#8217; di esagerazione nel vestire personaggi minori e viceversa&#8230; ma il punto di vista finale è che ha vinto l&#8217;Oscar, quindi ha ragione lei!</p>



<p><em>A fine mese rivedremo al cinema i film della Trilogia del </em>Signore degli Anelli<em>: parteciperete in qualche modo come gruppo o avete in programma eventi al riguardo?</em></p>



<p>In occasione della rimessa al cinema della trilogia, al momento non abbiamo in programma eventi legati alla&nbsp; proiezione. Siamo un gruppo ancora nuovo! Anche se abbiamo già un punto fermo da raggiungere, non disponiamo di tanti membri sul territorio, perciò per il momento stiamo lavorando con tutte le nostre energie al debutto del gruppo in quel di Vinci in occasione della Festa dell&#8217;Unicorno ad Agosto 2021.</p>



<p><em>Cosa riserva il futuro alle &#8220;Schiere di Arda&#8221;?</em></p>



<p>Dunque, di sicuro progetti ambiziosi! Di sicuro, vorremmo continuare con il gruppo di costuming e cercare anche nuovi collaboratori, ma il sogno è organizzare e costruire un Tolkien Village, ricostruendo la Contea, ma non solo! Sarebbe fantastico dare vita anche alle altre regioni della Terra di Mezzo e di Arda. L&#8217;obiettivo è coinvolgere gli artisti del settore tolkieniano, ma anche artigiani e amanti di questo mondo per dar vita a un paesaggio che si ricordi nel tempo e che faccia esclamare a chi lo visita: &#8220;Caspita! Sono nella Terra di Mezzo!&#8221;. I componenti delle Schiere di Arda si occuperanno delle animazioni e, se possibile, un sogno sarebbe realizzare piccoli spettacoli, magari anche in playback, riproponendo e ricostruendo diverse scene&#8230; chissà! Però mi piacerebbe tantissimo.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;evento più vicino, però, come accennavo poc&#8217;anzi, sarà la Festa dell&#8217;Unicorno 2021 a Vinci, dal 20 al 22 agosto. Avremo uno spazio di due o tre stand ancora da definire, ma durante i tre giorni di festa faremo mini corsi di Lingue Elfiche e Tengwar, una mostra di costumi, armor e accessori movie accurate (materiale dei membri del gruppo), piccole attività di animazione con il pubblico come foto e dibattiti a cura dei membri del gruppo che saranno presenti. Il sabato sera alle 18:30 faremo una parata in costume , dove saranno accettati tutti coloro che vorranno partecipare e capitanata dai nostri membri come aprifila.</p>



<p>Speriamo di riuscire a ingrossare le nostre fila nel frattempo, anche in previsione del Tolkien Village che vorremmo portare il prossimo anno. Per quest&#8217;occasione porteremo solo poche attività mirate, per via del poco preavviso e di tutta la situazione pandemica in corso, non potevamo davvero fare di più&#8230; in realtà avevamo deciso di non portare nessuna attività quest&#8217;anno, con la promessa di fare qualcosa di veramente grande l&#8217;anno prossimo, ma ci sarebbe dispiaciuto, e volevamo a tutti i costi dare un piccolo segno della nostra presenza. Inizialmente, abbiamo avuto grossi problemi a trovare chi potesse svolgere delle attività, anche per via del periodo di svolgimento della festa che combacia per alcuni con la ripresa del lavoro dopo le vacanze estive. Eravamo un po&#8217; giù di morale, perché sembrava che la cosa non si potesse fare per via di mancanza di persone fisiche, ma è bastato fare una chiamata a raccolta molto mirata, contattando le persone con cui ci eravamo trovati a collaborare in passato per altre associazioni e gruppi, ed è stata magia. Nel giro di 15 giorni abbiamo smosso tutte le regioni d&#8217;Italia ricevendo dei no, ma anche molti sì che ci hanno fatto sperare&#8230; e dal nulla che doveva essere, abbiamo uno spazio da due a tre stand con attività e mostre e a turnazione figuranti in costume che hanno attinenza con i personaggi dei film.</p>



<p>Questo è avere spirito tolkieniano, la collaborazione è fondamentale per costruire qualcosa di bello agli occhi e per il cuore. È questa la nostra politica: aiutare e ricevere aiuto perché dove arriva uno, in dieci si arriva prima e con meno sforzi.&nbsp;</p>



<p><em>Quali saranno le attività delle Schiere di Arda alla Festa dell&#8217;Unicorno, nello specifico?</em></p>



<p>Le nostre attività per Vinci saranno diverse: venerdi 20 agosto, alle ore 16:00 presso la nostra postazione stand&nbsp; ci sarà minicorso di Tengwar, e sabato 21, sempre alle 16:00, il minicorso di lingua Elfica, entrambi a cura di<strong> Gianluca Comastri</strong>; domenica 22 invece, dalle 18,30 in poi, ci sarà la Parata tolkieniana, una sfilata in costume delle Schiere di Arda &#8220;Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit&#8221;, con partenza dalla nostra postazione stand. Ma le nostre attività non si fermano a questo, tutti i giorni ci saranno la mostra di costumi e accessori screen accurate (materiale del gruppo), la possibilità di fare foto e video con i membri del gruppo e uno spazio espositivo di&nbsp; opere artistiche tolkieniane con attività di disegno real time, a cura di <strong>Emanuele Manfredi</strong>. Nel frattempo stiamo aspettando anche che altri artisti confermino la loro presenza presso la nostra postazione!</p>



<p><em>[per maggiori informazioni sull&#8217;evento aprite <a href="https://www.facebook.com/events/335831344912203/" data-type="URL" data-id="https://www.facebook.com/events/335831344912203/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>]</em></p>



<p><em>L&#8217;intervista si conclude qui. Grazie davvero per la disponibilità e per averci messi a parte di questa visione della Bellezza del mondo del Professore.</em></p>



<p>Grazie a voi! Dopo questo periodo chiusi nelle nostre case, dopo questo lunghissimo anno e mezzo, penso che la cosa di cui abbiamo bisogno sia proprio la Bellezza: ricominciare guardando sì indietro, ma dando la possibilità al mondo di rinascere.</p>
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		<title>Tolkien Reading Day</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Mar 2017 20:58:51 +0000</pubDate>
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			<p>Per noi di <em><strong>Tolkieniana Net</strong></em> è un onore e un piacere annunciarvi l&#8217;iniziativa intrapresa in collaborazione con <em><strong>Eldalië</strong></em>, con la <em><strong>Società Tolkieniana Italiana</strong></em> e con <em><strong>Tolkien Italia</strong></em>: la creazione di un nuovo sito dedicato al <strong><em>Tolkien Reading Day,</em> <a href="http://tolkienreadingday.net" target="_blank">Tolkienreadingday.net</a>.</strong></p>
<p>Il sito servirà innanzitutto da punto di riferimento per tutte le vostre iniziative di lettura, che siano private o pubbliche.</p>
<p>Ci metteremo a vostra disposizione per consigli, suggerimenti o qualunque altra forma d&#8217;aiuto. Condivideremo le vostre foto degli eventi, ai quali daremo il maggior risalto possibile.</p>

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		<title>Un Viaggio Inaspettato su Radio3</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 21:42:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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			<p><span style="font-size: medium;">Il 18 febbraio alle 18 ho partecipato alla trasmissione <em>&#8220;<strong>Tolkien: un Viaggio Inaspettato</strong>&#8220;, </em>serie del programma Pantheon di Radio3 condotto da <strong>Arturo Stalteri</strong> e <strong>Loredana Lipperini</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Presente anche <strong>Roberto Arduini</strong> dell&#8217;<strong><a href="http://www.jrrtolkien.it" target="_blank">ARST</a>.</strong></span></p>
<p>Questa è la <strong><a href="http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-4de955e6-486a-4a59-b9bd-7283170fd7d5.html?refresh_ce" target="_blank">pagina Web</a></strong> della trasmissione, nella quale potete ascoltare l&#8217;intera puntata e dalla quale potete accedere al ciclo completo. Qui a destra invece potete ascoltare la parte della trasmissione che mi riguarda.</p>
<p>Buon ascolto, spero in vostri commenti.</p>

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		<title>Atlantis</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jan 2002 22:46:36 +0000</pubDate>
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			<p>LORENZO SCOLES<br />
“… per approdare a quel mondo fantastico che tanti sta coinvolgendo di fronte a schermi grandissimi e, finalmente, con un suono degno di questo nome: è il mondo di uno scrittore che è sempre stato molto discusso.<br />
Parliamone con chi lo ha seguito e lo ha vissuto più volte: Arturo Stàlteri.”</p>
<p style="text-align: left;">ARTURO STÀLTERI<br />
“Stiamo parlando del SIGNORE DEGLI ANELLI di Tolkien, che ho letto per la prima volta quando ero poco più che adolescente: è stato subito un grande amore, folgorante; avevo iniziato a leggerlo una seconda volta a trent’anni… non l’ho finito perché in quell’occasione l’inconscio mi ha presentato il conto, ho vissuto un lungo periodo di forte inquietudine e per circa due anni mi sono dedicato solamente a libri molto rasserenanti, e Tolkien certamente non lo è, neanche nei suoi racconti più “chiari” ; lo sto rileggendo in questo periodo, in lingua originale.<br />
Ho visto, naturalmente, il film di Ralph Bakshi, quello a cartoni animati uscito in Italia nel 1979 e ho atteso con trepidazione la nuova versione cinematografica di Peter Jackson, che ha portato per ora sullo schermo il primo libro della trilogia, anche se ha già completato l’intera opera.<br />
Il film di Jackson ha, purtroppo, un grande, grandissimo difetto: dura solo tre ore…”</p>
<p style="text-align: center;">STACCO MUSICALE</p>
<p>L. S. : “… il nipote di J. R. R. Tolkien, Simon, ha aderito all’iniziativa di Jackson dando la sua disponibilità alla realizzazione della Trilogia, mentre il figlio di J. R. R. Tolkien, Christopher, padre di Simon (scrittore a sua volta), ha talmente dissentito dal ripudiare lo stesso Simon, in quanto traditore, a suo avviso, della filosofia tolkieniana. Arturo Stàlteri…”</p>
<p>A. S. : “ Anche se comprendo le resistenze di Christopher Tolkien, ritengo che Jackson abbia fatto un ottimo lavoro: intanto lui stesso sembra un hobbit!<br />
Sono andato a vedere il film qualche giorno fa e già dopo pochi minuti dall’inizio mi sono ritrovato a pensare: &#8211; Peter Jackson ha capito tutto…-<br />
Parliamone brevemente: la contea è perfetta, gli hobbit vengono dipinti come esseri indolenti, pigramente attaccabrighe, ma capaci di comportamenti assolutamente insospettati; Gandalf appare dapprima come un vecchio girovago, un po’ pazzerellone, che gioca con i fuochi d’artificio, ma lentamente la sua personalità cresce di spessore, si illumina, emerge il potente stregone dal carattere profondo ed inquieto.<br />
L’incedere del film rispetta i tempi del libro: l’atmosfera, dopo una prima parte solare e rasserenante, lentamente diviene plumbea, soffocante…<br />
Certo, il regista si è anche concesso delle libertà: ad esempio, la spada di Isildur, che si era spezzata durante la lotta con Sauron ed era stata in seguito ereditata da Aragorn (che nel libro la mostra con orgoglio), nella pellicola è invece conservata come una reliquia a Rivendell; Tom Bombadil, il personaggio che vive nella vecchia foresta, è completamente assente; Arwen, la creatura elfica interpretata da Liv Tyler, che nel film porta Frodo sul suo cavallo per proteggerlo dai cavalieri neri, in realtà nel libro di Tolkien appare ben piu tardi ed è un altro elfo, Glorfindel, a scortare l’hobbit fino alla casa di Elrond.<br />
Comunque mi sento di giustificare queste ed altre licenze cinematografiche.<br />
Da manuale invece il modo in cui Peter Jackson dipinge l’incerto confine tra il bene e il male che unifica l’intera trilogia: chiunque venga a contatto con le forze oscure, pur sconfiggendole, non sarà mai più lo stesso; l’inconscio, con le sue pulsioni ancestrali, si manifesta e si fa forza coercitiva… non è un caso infatti che alla fine del racconto i personaggi legati alla sfera del magico si ritirino nei Luoghi Imperituri, consegnando la Terra di Mezzo a una nuova realtà, in cui non c’è più posto per il fantastico.<br />
Sarà la stirpe degli uomini ad ereditare il mondo, con i risultati che tutti ben conosciamo…”</p>
<p style="text-align: center;">STACCO MUSICALE</p>
<p>L. S. : “… è giunto il momento di estrarre di nuovo la spada dalla roccia con Re Arturo Stalteri.”</p>
<p>A. S. : “ E’ collegata telefonicamente con noi Nicoletta Vallorani, scrittrice di fantascienza, di noir e di gialli per bambini, premio URANIA nel 1992. Domanda: Nicoletta Vallorani, sempre maggiore è il desiderio di rifugiarsi nel fantastico, ed il successo del cinema e della letteratura “fantasy” lo dimostrano. La realtà è veramente così opprimente, o c’è dell’altro?”</p>
<p>N.V. : “La realtà è fatta di aspetti vari e molteplici e, come sempre, il lato positivo è legato a filo doppio a quello negativo, per cui, come afferma una grande scrittrice di fantastico americana, Ursula Le Guinn, non è pensabile una persona senza la sua ombra. Credo che la questione sia, non se la realtà è così oscura ed opprimente, ma se la realtà consente ancora , e secondo me li consente, spazi per l&#8217;immaginazione, che sono “il sale della vita.” &#8211;</p>
<p>A.S. : “ Perché, secondo lei , gli adolescenti sono così attratti dal “lato oscuro”, per dirla alla Darth Vader?”</p>
<p>N.V. : “ Probabilmente pedagogisti e psicologi darebbero una risposta più precisa della mia, anche se penso di poter dire qualcosa a proposito: ritengo che questo corteggiare il lato “noir” dell’esistenza a livello immaginario sia un modo di esorcizzare la paura del male, della crudeltà , della morte, della negatività: da adulti poi impariamo a discernere con maggiore consapevolezza (e forse anche questo e’discutibile) il confine che c’è tra il reale e l’immaginario.-</p>
<p>A. S.: “ E’ una paura che ci portiamo dentro fin dall’infanzia…”</p>
<p>N.V.: “ Certamente, e credo sia importante riconoscerla! Secondo me tanti adulti sono “disturbati” perche’ non accettano questo lato oscuro, e non sono semplicemente io a dirlo, prendo a prestito le mie affermazioni non solo dalla psicoanalisi ma anche da scrittori come Tolkien, come la Le Guinn, come la Rowling, la quale, tra l’altro, ripesca una tradizione antica e la rimescola.-</p>
<p>A.S. : “ Abbiamo citato Tolkien: qual è, secondo lei, la grande intuizione della Trilogia?”</p>
<p>N.V. : “ Credo che la grande intuizione di Tolkien sia proprio questa labilità del confine tra bene e male: mentre tutta la fantasy mi pare costruita (e questo lo dico più da lettrice, da appassionata, che da studiosa) sulla demarcazione netta tra positivo e negativo, per cui il personaggio cattivo è cattivo a tutti gli effetti e quello buono è chiaramente riconoscibile: questo è ancora abbastanza vero in Tolkien, ma è vero solo in superficie: in realtà nei suoi racconti i coefficienti di malvagità si confondono e anche la bontà non corrisponde esattamente allo stereotipo che ci aspetteremmo; ne è esempio lampante l’eroe di questa grande avventura, che tutto pare meno che un eroe e, per quanto lo diventi, sortisce sul lettore l’effetto “Mike Bongiorno” che rilevava Eco qualche tempo fa in DIARIO MINIMO: nessuno può sentirsi meno coraggioso di Frodo Baggins, per cui tutti possiamo diventare eroi.-</p>
<p>A.S. : “Nicoletta Vallorani, la ringrazio e le auguro buon lavoro.”</p>
<p>N.V. : “Grazie a voi, buonasera.-</p>
<p style="text-align: center;">STACCO MUSICALE</p>
<p>L.S. : “ …a proposito di fantasy, c’è stato un episodio nella cinematografia in cui alcuni attori sono stati vestiti, non di armature, ma di opportuni effetti visivi. Arturo Stàlteri…”</p>
<p>A.S. : “La prima pellicola dedicata al SIGNORE DEGLI ANELLI uscì in Italia nel 1979; il regista, Ralph Bakshi, era noto per avere portato sugli schermi con grande maestria FRITZ IL GATTO, il felino erotomane creato da Robert Crumb.<br />
Per il suo film sul romanzo di Tolkien Bakshi aveva adoperato la tecnica del “rotoscope” ideata da max Fleischer nel 1917, che consisteva nel girare le scene con attori in carne ed ossa sovrapponendo poi i disegni sopra ogni fotogramma, ricalcando i movimenti “umani” (questo per ottenere un maggior realismo). In realta’ non sempre il “rotoscope” ottiene l’effetto desiderato e questo avviene anche per il film di Bakshi.<br />
Il regista di Brooklyn aveva portato sullo schermo la prima meta’ della Trilogia, con l’intenzione di fare in seguito la seconda metà, ma problemi di incomprensione con la Warner lo hanno fatto desistere.<br />
Personalmente, ho visto il suo SIGNORE DEGLI ANELLI tre volte al cinema, due volte alla televisione (la seconda volta registrandolo), poi ho acquistato la video cassetta ed ho comperato recentemente la versione americana in DVD.<br />
Ciononostante debbo ammettere che il film ha parecchi difetti!<br />
Intanto, i personaggi non convincono in pieno: Aragorn ha un aspetto assolutamente improbabile, molti dei terribili orchi indossano ridicole palandrane (tra l’altro nell’aspetto ricordano le più scontate maschere di carnevale), il Balrog (il demone che alberga nelle miniere di Moria), che nel film di Jackson è straordinariamente caratterizzato, in quello di Bakshi sembra un leone bipede alato… altri personaggi invece funzionano: Gollum è molto ben dipinto (è efficacemente delineato il suo conflitto interiore); anche Gandalf possiede una sua tormentata fierezza…</p>
<p>L. S. : “ Io devo spezzare una lancia in favore dei cavalieri neri…”</p>
<p>A.S. “Sono d’accordo: i cavalieri neri sono perfetti!<br />
Tra l’altro debbo riconoscere che Peter Jackson ha preso spunto in più di una occasione dal film di Bakshi (secondo me se lo è visto più volte).<br />
Ma, in conclusione, la prima versione cinematografica del romanzo di Tolkien risulta pesante, confusa, si ha l’impressione che il regista ad un certo punto del lavoro abbia perso il controllo della situazione: bisogna dire a sua difesa che si era imbarcato in un’impresa titanica!<br />
Una curiosità: Jules Bass e Arthur Rankin hanno poi realizzato per la televisione statunitense un cartone animato che narra l’ultimo libro della Trilogia.<br />
Comunque, detta così sembra che l’esperimento cinematografico di Bakshi sia un vero fallimento, in realtà amo molto il suo film, ma non chiedetemi perché!”</p>
<p style="text-align: center;">STACCO MUSICALE</p>
<p>L.S. :”… con Arturo Stalteri stiamo parlando di Tolkien, ma anche delle connessioni o dei probabili punti di vicinanza tra Tolkien e la Rowling…”</p>
<p>A.S. : “J. K. Rowling, la geniale autrice di Harry Potter, protagonista di un grande e meritato successo, che ha colto alcune delle sue intuizioni dalla letteratura, dal cinema, dalla mitologia etc., ha “saccheggiato” anche Tolkien: il suo Voldemort, il mago cattivo sconfitto una prima volta dall’Harry Potter infante, ha bisogno della pietra filosofale per recuperare il proprio corpo fisico e la propria energia distruttiva: è un po’ quello che accade a Sauron, fisicamente annientato da Isildur, il quale attraverso “l’unico anello” tornerebbe ad essere invincibile.<br />
Insomma, anche la Rowling è caduta preda della malia dell’anello del potere…”</p>
<p style="text-align: center;">STACCO MUSICALE</p>
<p>L.S. : “… l’eterno ragazzo Arturo Stalteri sta riscorrendo le pagine che più volte ha letto: parliamo ancora del capolavoro di J.R. R. Tolkien …”</p>
<p>A. S.: “ Si è detto che il SIGNORE DEGLI ANELLI è un romanzo senza dei: effettivamente non ci sono Esseri Superiori a cui rivolgersi, ai quali chiedere aiuto; i protagonisti, siano essi maghi, elfi, uomini, nani, orchi o hobbit, sanno di poter contare solo sulle proprie forze… ma non è del tutto vero! C’è una conversazione, secondo me illuminante, tra Gandalf e Frodo, durante la quale lo stregone dice di nutrire grandi speranze, dal momento che l’anello del potere è stato recuperato da una creatura buona come Bilbo Baggins: &#8211; Bilbo era destinato a trovare l’anello &#8211; esclama Gandalf. In questo modo egli afferma di credere in un disegno più alto, nel quale riporre la speranza che l’esistenza tenda verso il bene. Allo stesso stregone è concesso di tornare dagli abissi come “Gandalf il Bianco”. In tutti i casi il SIGNORE DEGLI ANELLI resta un romanzo in cui serpeggia una quieta disperazione: secondo me è una grande allegoria, un libro iniziatico, un viaggio tra adolescenza e maturità, tra incoscienza e consapevolezza. La Trilogia di Tolkien compie un piccolo miracolo: è come uno specchio, ti riflette sempre come sei, in poche parole cambia con te: la leggi a diciotto anni e ti suggerisce alcune verità, a trenta te ne rivela altre; spero di essere ancora su questo pianeta e in salute tra una quarantina d’anni per poterla leggere di nuovo, sono convinto che mi svelerà qualche altro segreto! E’ questa una qualità che ho trovato anche nel PICCOLO PRINCIPE, nella STORIA INFINITA e nel GIOCO DELLE PERLE DI VETRO&#8230; Qualcuno ha paragonato J.R.R .Tolkien a Dante Alighieri; Christopher Lee (che interpreta il malvagio Saruman nel film di Peter Jackson) ad Omero. Lee conobbe Tolkien negli anni cinquanta; aveva appena letto il romanzo e si inginocchiò davanti all’autore balbettando con voce rotta dall’emozione.<br />
All’epoca della pubblicazione della Trilogia ci fu anche chi disse che la letteratura di Tolkien era una mera fuga dal reale: &#8211; Non si possono ignorare le realtà presenti, impellenti e inesorabili! –<br />
A tali critiche l’autore rispose: &#8211; Sono realtà transitorie; le fiabe parlano di cose permanenti, non di lampadine elettriche, ma di fulmini!- E ancora: &#8211; Esiste una fiaba suprema che non è affatto una sotto-creazione, bensì il compimento della creazione…-“</p>
<p style="text-align: center;">STACCO MUSICALE</p>
<p>L.S. : ”… da musicista, Arturo Stalteri ci racconta ora qual è stata la colonna sonora che dentro di sé ha immaginato leggendo IL SIGNORE DEGLI ANELLI e come ha vissuto quelle che hanno contraddistinto i due lavori cinematografici che sulla Trilogia sono stati realizzati, ma non solo…”</p>
<p>A.S. : “ In epoca “progressive” avevo cominciato a comporre alcuni brani dedicati al romanzo di Tolkien, un progetto molto ambizioso … in realtà quelle tracce le ho disseminate qua e là nei miei dischi degli ultimi venti anni; attualmente sto recuperando e riarrangiando tutto questo materiale; sto anche componendo nuove musiche dedicate alla Trilogia…<br />
Esistono moltissimi brani ispirati al capolavoro di Tolkien; ne cito solo alcuni: una buffa canzone addirittura di Leonard Nimoy (il “signor Spock” di Star Trek), dal titolo THE BALLAD OF BILBO BAGGINS, ma l’omaggio più’ bello rimane tuttora quello del musicista svedese Bo Hansson, che nel 1971 incideva MUSIC INSPIRED BY LORD OF THE RINGS: Hansson si rinchiuse alcuni mesi in una baita, con un manipolo di “folli” come lui e ne scaturirono quaranta minuti di musica ispiratissima, dai colori indefiniti, con sonorità molto profonde (sembra veramente il suono della “terra di mezzo”…); vogliamo parlare del rock? A parte i Led Zeppelin, che hanno preso più volte Tolkien come fonte di ispirazione nelle loro brani, ricordiamo i Rush con RIVENDELL, Ginger Baker (già batterista dei Cream), con MORDOR, il luogo del male assoluto; Enya (che tra l’altro firma due brani per il film di Peter Jackson) dieci anni fa aveva inciso LOTHLORIEN; la violista norvegese Ann Bjorg Lien ha intitolato un suo brano GALADRIEL, mentre in Austria vivono due musicisti che hanno come nomi d’arte proprio Gandalf e Galadriel: ancora, il ” Tolkien Ensemble”, dalla Danimarca, interpreta composizioni dedicate all’universo tolkieniano; i tedeschi Windstill hanno inciso FRODO’S ABENTEUER (L’avventura di Frodo); Johan De Meij, compositore belga contemporaneo, ha chiamato la sua prima sinfonia THE LORD OF THE RINGS ed ogni movimento dell’opera è dedicato ad un personaggio o ad un luogo del libro …<br />
In poche parole, la Trilogia è una miniera inesauribile di emozioni e credo sia quasi impossibile resistere alla tentazione di dare un suono alle sensazioni che essa suscita (tra l’altro lo stesso Tolkien aveva pensato di mettere in musica alcune delle canzoni che si trovano all’interno del libro).<br />
Terminiamo con Howard Shore, che ha composto la musica per la trasposizione cinematografica di Peter Jackson: Shore ha fatto uno splendido lavoro perché, a differenza di Leonard Rosenman (che firmava la colonna sonora della versione di Bakshi, troppo macchinosa), è riuscito a muoversi con leggerezza, anche nelle scene più drammatiche. Forse il momento più alto è quello che si svolge all’esterno delle miniere di Moria, dopo la scomparsa di Gandalf: un grande pianto commentato straordinariamente; una musica che soffre, così come soffrono i protagonisti del film…”</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Si ringrazia RAI RADIO 2</strong></p>

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