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	<title>Tolkieniana Net</title>
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	<description>Il luogo degli Artisti della Terra di Mezzo</description>
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		<title>«Il Signore degli Anelli» – e le sue traduzioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Gorga]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Aug 2021 20:38:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tolkieniana]]></category>
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					<description><![CDATA[di Davide Gorga Il mestiere del traduttore è sempre stato sottovalutato, e, a volte, frainteso. L’attuale diatriba sulle traduzioni del «Signore degli Anelli», l’una della principessa Vittoria Alliata di Villafranca (rivista da Quirino Principe e parzialmente revisionata dalla Società Tolkieniana Italiana, edita da RCS / Bompiani, d’ora innanzi denominata “Alliata/Bompiani”), l’altra, più recente, di Ottavio&#8230;]]></description>
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<p class="has-text-align-right">di <strong>Davide Gorga</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/08/lorien-1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="716" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/08/lorien-1-1024x716.jpg" alt="" class="wp-image-2250" /></a><figcaption>«Addio a Lórien» &#8211; Ted Nasmith</figcaption></figure>



<p>Il mestiere del traduttore è sempre stato sottovalutato, e, a volte, frainteso. L’attuale diatriba sulle traduzioni del «<strong>Signore degli Anelli</strong>», l’una della principessa Vittoria Alliata di Villafranca (rivista da Quirino Principe e parzialmente revisionata dalla Società Tolkieniana Italiana, edita da RCS / Bompiani, d’ora innanzi denominata “Alliata/Bompiani”), l’altra, più recente, di Ottavio Fatica (rivista da Giampaolo Canzonieri, d’ora innanzi indicata come “Bompiani–Giunti”), hanno riportato d’attualità il problema, anche considerato il fatto che le precedenti traduzioni (e ritraduzioni) delle opere più note di Tolkien non avevano fatto registrate polemiche, al di là  di  qualche termine un po’ discusso ma velocemente, se non approvato, quantomeno accettato dalla maggior parte degli studiosi e dei semplici lettori. Ad esempio, per quanto riguarda «<strong>Lo Hobbit</strong>», il passaggio dalla prima traduzione, di Elena Jeronimidis Conte, a quella di Caterina Ciuferri e Paolo Paron è stato sostanzialmente ben accetto da critica e pubblico. Del pari, la prima traduzione del «<strong>Silmarillion</strong>» ad opera di Francesco Saba Sardi, in seguito rivista e per alcuni tratti ritradotta dal curatore della seconda edizione, Marco Respinti, ha conquistato il pubblico e la critica al pari della prima (se non di più) e questo al netto dei gusti e delle preferenze personali.</p>



<p>Andiamo quindi ad esaminare le traduzioni Alliata/Bompiani e Bompiani–Giunti alla luce di un grande interprete della letteratura inglese, <strong>Hilaire Belloc</strong>, pressoché contemporaneo di Tolkien, come lui cattolico e che come il Professore s’inserisce nella scuola di Henry Newman. Nel 1931, all’interno della sua vastissima opera, pubblicò il saggio «<strong>Sulla traduzione</strong>», breve ma folgorante per acuità e profondità, nato come <em>lectura</em> a Oxford.</p>



<p>La prima, importante, affermazione di Belloc, è che un traduttore deve ovviamente conoscere sia la lingua di origine sia quella di destinazione ma, inoltre, «deve pure possedere una sorta di lingua ombra, il fantasma di una lingua composita, che agisce come un ponte, e gli permette di passare continuamente dall’una all’altra.» Questa potrebbe sembrare un’asserzione sorprendente quando invece è ovvio che il traduttore debba saper passare istantaneamente dalla resa in lingua originale a quella in cui traduce – pena l’artificiosità, la ricerca forzosa di un traducente, che inevitabilmente si ripercuote nella traduzione, rendendola zoppicante e maldestra.</p>



<p>Quanto alla conoscenza delle lingue di origine e di destinazione, è ancora più esplicito: «significa molto di più del preciso significato ipotetico che si attribuisce ad ogni termine in ognuna delle due lingue; poiché non solo <strong>non vi è tale possibile esattezza di definizione</strong>, ma in una lingua la <strong>connotazione</strong> perfino di una semplice parola, che indica semplicemente un oggetto concreto, <strong>sarà diversa dalla connotazione della parola corrispondente in un’altra lingua</strong>. I suoi legami storici e sociali saranno diversi; il suo effetto sul ritmo della frase e pertanto sull’emozione prodotta sarà diverso»<a href="#_edn1">[i]</a>.</p>



<p>Esistono pertanto delle regole nell’arte della traduzione, la prima è che «la traduzione dovrebbe essere nella lingua del traduttore»<a href="#_edn2">[ii]</a>, la seconda, che «la lingua tradotta deve essere posseduta il più perfettamente possibile dal traduttore»<a href="#_edn3">[iii]</a>; la terza, che «<strong>il traduttore deve essere libero da limitazioni meccaniche, di cui le due forme principali sono: a) la limitazione di spazio; b) la limitazione di forma</strong>»<a href="#_edn4">[iv]</a>.</p>



<p>Per quanto concerne tali affermazioni, è ovvio che da esse discende l’osservazione che «<strong>il fine di una traduzione è la produzione di un’opera in una certa lingua</strong>»<a href="#_edn5">[v]</a>. Si noti: la <em>produzione</em>. Non la traslazione o un’imitazione dell’originale: «Se traduco <em>La Canzone di Orlando </em>in Inglese, il mio obiettivo è di produrre un’epica in inglese»<a href="#_edn6">[vi]</a>, esplicita Belloc. In altre parole, il lettore non deve avvertire di avere tra le mani una traduzione da una lingua straniera ma, al contrario, deve apprezzare un’opera che sia eccellente <em>nella sua stessa lingua</em>.</p>



<p>Un buon esempio può essere dato da Gérard de Nerval, il quale tradusse, giovanissimo, il «Faust» di Goethe, distinguendosi per il nitore espressivo, tanto che lo stesso autore gli scriverà a riguardo: «Prima di leggervi non mi ero mai così ben compreso»<a href="#_edn7">[vii]</a>.</p>



<p>Per quanto riguarda l’ultima regola, quella che pare meno ovvia al lettore, Belloc continua: «il tentativo di mantenere la misura della traduzione esattamente parallela alla misura dell’originale <strong>è fatale</strong>. Quasi sempre una traduzione dev’essere di maggior lunghezza rispetto all’originale. Non è difficile trovarne la ragione. A meno che si possa trovare un equivalente più o meno soddisfacente – e abbiamo visto quanto sia difficile – si è costretti ad espandere. In ogni termine idiomatico è piegata un’intera frase e il termine deve essere dispiegato se volessimo indicare il suo significato nella nostra lingua, quando non c’è alcun singolo termine comune, strettamente corrispondente, con cui esprimerlo»<a href="#_edn8">[viii]</a>.</p>



<p>Continua Belloc: «Per esempio, Victor Hugo soffre molto nella traduzione inglese a causa della conservazione del paragrafo breve che era naturale per la narrativa francese del suo tempo ed è sempre stato innaturale per la nostra.» Similmente, Belloc si sofferma su Michelet: «i cui ritmi aulici possono essere e sono resi puerili da una traduzione inadeguata. Così, del grandioso Canto del Girondino “Quelle était cette voix?” – “C’était la Révolution même”, non tradurrei “What was the voice?” “It was the Revolution itself”. Questo mi sembra grottesco in inglese. Preferisco “One might have said, on hearing such a voice, that one had herd the Revolution itself in song”»<a href="#_edn9">[ix]</a>.</p>



<p>È dunque indispensabile possedere la conoscenza dei costrutti linguistici propri sia della lingua di origine sia di quella di destinazione e saperli e <em>volerli</em> adoperare onde conservare la naturalità espressiva; ciò che avviene con tanta più evidenza in un’opera di narrativa. La loro conservazione, osserva Belloc, conduce a quella sensazione di straniamento che qualifica come <em>grottesca</em> – a ben ragione.</p>



<p>Passiamo quindi ad applicare questi concetti alla traduzione del «Signore degli Anelli» di J.R.R. Tolkien.</p>



<p>Prendiamo l’inizio del capitolo I del libro primo, “A long–expected party”(“Una festa a lungo attesa” – nella Alliata/Bompiani; “Una festa attesa a lungo” – nella Bompiani–Giunti):</p>



<p>«When Mr. Bilbo Baggins of Bag End announced that he would shortly be celebrating his eleventy–first birthday with a party of special magnificence, there was much talk and excitement in Hobbiton.<br>Bilbo was very rich and very peculiar, and had been the wonder of the Shire for sixty years, ever since his remarkable disappearance and unexpected return. The riches he had brought back from his travels had now become a local legend, and it was popularly believed, whatever the old folk might say, that the Hill at Bag End was full of tunnels stuffed with treasures. And if that was not enough for fame, there was also his prolonged vigour to marvel at. Time wore on but it seemed to have little effect on Mr. Baggins. At ninety he was much the same as at fifty. At ninety–nine they begun to call him <em>well–preserved</em>; but <em>unchanged</em> would have been nearer the mark. There were some that shook their heads and thought this was too much of a good thing; it seemed unfair that anyone should possess (apparently) perpetual youth as well as (reputedly) inexhaustible wealth.<br>‘It will have to be paid for,’ they said. ‘It isn’t natural, and trouble will come of it!’»<a href="#_edn10">[x]</a>.</p>



<p>Così nella traduzione “Alliata/Bompiani”:<br>«Quando il signor Baggins di Casa Baggins annunziò che avrebbe presto festeggiato il suo centoundicesimo compleanno con una festa sontuosissima, tutta Hobbiville si mise in agitazione.<br>Bilbo era estremamente ricco e bizzarro e, da quando sessant’anni prima era sparito di colpo, per ritornare poi inaspettatamente, rappresentava la meraviglia della Contea. Le ricchezze portate dal viaggio erano diventate leggendarie, e il popolo credeva, benché ormai i vecchi lo neghino, che la Collina di Casa Baggins fosse piena di grotte rigurgitanti di tesori. E, come se ciò non bastasse, ad attirare l’attenzione di tutti contribuiva la sua inesauribile, sorprendente vitalità. Il tempo passava lasciando poche tracce sul signor Baggins: a novant’anni era tale e quale era stato a cinquanta; a novantanove incominciarono a dire che si manteneva bene: sarebbe stato più esatto dire che era immutato. Vi erano quelli che scuotevano la testa, borbottando che aveva avuto troppo dalla vita: non sembrava giusto che qualcuno possedesse (palesemente) l’eterna giovinezza e allo stesso tempo (per fama) ricchezze inestimabili.<br>“Sono cose che dovremo scontare”, dicevano; “non è secondo natura, e ci porterà dei guai!”»<a href="#_edn11">[xi]</a>.</p>



<p>Così nella traduzione Bompiani–Giunti:</p>



<p>«Quando il signor Bilbo Baggins di Casa Baggins annunciò che presto avrebbe festeggiato il suo undicentesimo compleanno con una festa oltremodo fastosa, i commenti e i fermenti a Hobbiton si sprecarono.<br>Bilbo era ricchissimo e alquanto stravagante e, fin dalla straordinaria sparizione, seguita dal ritorno inaspettato, era stato per sessant’anni il prodigio della Contea. Le ricchezze riportate dai viaggi erano ormai diventate una leggenda locale e secondo la credenza popolare, inutilmente smentita dagli anziani, la collina di Casa Baggins era piena di gallerie imbottite di tesori. E se questo non bastava a dargli fama, a stupire era il vigore inesausto. Il tempo passava, ma il signor Baggins non sembrava risentirne più di tanto. A novant’anni era più o meno come a cinquanta. A novantanove iniziarono a definirlo <em>ben conservato</em>: con <em>immutato</em> ci sarebbero andati più vicino. C’era chi scuoteva la testa convinto che il troppo stroppia: non sembrava giusto che qualcuno possedesse una giovinezza (manifestamente) perpetua e al tempo stesso una ricchezza (verosimilmente) inesauribile.<br>“Toccherà scontarla,” dicevano. “Non è naturale e sarà fonte di guai!”»<a href="#_edn12">[xii]</a>.</p>



<p>È evidente che ci si trova a due metodi di traduzione completamente diversi. Nella traduzione Alliata/Bompiani si mira a <em>costruire</em> un libro in lingua italiana, così come chiarito da Belloc: «<strong>il fine di una traduzione è la produzione di un’opera in una certa lingua</strong>»<a href="#_edn13">[xiii]</a>; così, «<em>a party of special magnificence</em>» diviene «una festa sontuosissima» e «<em>there was much talk and excitement in Hobbiton</em>» è tradotto con «tutta Hobbiville si mise in agitazione». La frase è piana, scorrevole e attinge a costrutti tipici dell’italiano, come i superlativi assoluti e le locuzioni idiomatiche (“si mise in agitazione”).<br>Nella Bompiani–Giunti invece si traduce «<em>a party of special magnificence</em>» con «una festa oltremodo fastosa» e «<em>there was much talk and excitement in Hobbiton</em>» con «i commenti e i fermenti a Hobbiton si sprecarono.» La frase tenta di ricostruire in italiano la misura inglese, parola per parola, anche ricorrendo a traducenti inusuali nella lingua di destinazione; il “fasto” (da cui l’aggettivo “fastosa”), inoltre, è connotato inevitabilmente da riverberi di nobiltà; rimanda a regge e castelli (non certo ad un’abitazione hobbit). Del pari, conservare la distinzione in due parole distinte (“<em>talk and excitement</em>” / «i commenti e i fermenti») produce un effetto quasi comico, dal momento che i «fermenti» hanno una connotazione alimentare: si riferiscono al latte, al vino, alla pasta (e soltanto raramente e in senso figurato sono talvolta utilizzati con riferimento a valori o istanze presenti nella società). Inoltre, tale conservazione introduce una rima interna aliena dalla musicalità dell’originale.</p>



<p>Come scrive Belloc, occorre prestare attenzione non solo alla connotazione di una parola ma, anche, che la stessa non abbia assunto col tempo un significato completamente diverso nella lingua di destinazione: «<strong>la più semplice parola può suggerire ingiuria, rabbia o rifiuto in una lingua e non in un’altra. </strong>Si può affermare che la parola <em>vache</em> significhi <em>cow</em> ma proprio il suono di questa vocale lunga <em>vache</em> ha portato al suo uso come un termine di disprezzo particolarmente violento e che suscita il riso solo a causa della sua violenza»<a href="#_edn14">[xiv]</a>.</p>



<p>La frase successiva: «<em>Bilbo was very rich and very peculiar, and had been the wonder of the Shire for sixty years, ever since his remarkable disappearance and unexpected return</em><em>,</em>» denota differenze ancora maggiori.</p>



<p>Nella traduzione Alliata/Bompiani si legge: «Bilbo era estremamente ricco e bizzarro e, da quando sessant’anni prima era sparito di colpo, per ritornare poi inaspettatamente, rappresentava la meraviglia della Contea»: la traduzione è chiarissima e inequivocabile, gli aggettivi “ricco” e “bizzarro” sono resi allo stesso grado come in originale; non vi è traccia di forzatura e la costruzione della frase segue quella italiana.</p>



<p>Nella traduzione di Bompiani–Giunti invece si ha: «Bilbo era ricchissimo e alquanto stravagante e, fin dalla straordinaria sparizione, seguita dal ritorno inaspettato, era stato per sessant’anni il prodigio della Contea.»: la prima cosa che si nota è che i due aggettivi riferiti a Bilbo sono messi su piani diversi; Bilbo era sì “ricchissimo” ma solo “alquanto stravagante” (ossia era più ricco che stravagante), cosa che altera il senso dell’originale di Tolkien; la seconda cosa che salta inevitabilmente agli occhi è la costruzione contorta, in lingua italiana, della frase. Il traduttore ci informa che Bilbo era sparito e ricomparso e, soltanto in ultimo, ci spiega che la sua sparizione era occorsa sessant’anni prima; occorre rileggere almeno due volte la frase per comprenderla. A proposito posiamo citare ancora Belloc: «Tale confusione deve essere evitata (…) affinché (…) <strong>uno non cada, nella propria lingua, in un ordine insolito, in strani neologismi ed espressioni metaforiche la cui forza è un luogo comune per lo straniero ma una novità grottesca per noi</strong>»<a href="#_edn15">[xv]</a>.</p>



<p>La frase originale di Tolkien: «<em>There were some that shook their heads and thought this was too much of a good thing</em>» è poi un altro esempio della differenza fra le due traduzioni.</p>



<p>Nella Alliata/Bompiani si legge: «Vi erano quelli che scuotevano la testa, borbottando che aveva avuto troppo dalla vita»: la traduzione ancora una volta ha una chiarezza espositiva cristallina, conserva il tono medio della narrazione e ben riassume i timori degli altri hobbit con un’espressione che è tipica dell’italiano.</p>



<p>Nella Bompiani–Giunti, invece, la frase è resa così: «C’era chi scuoteva la testa convinto che il troppo stroppia»: qui la traduzione utilizza una frase sì idiomatica ma attinta di peso da un registro linguistico molto più basso di quello usato dal narratore, che sta sì riportando un discorso indiretto ma lo forgia secondo il tono medio del narratore onnisciente. Ancora una volta possiamo citare Belloc, che critica tanto chi abbellisce un testo quanto reputa fatale per una buona resa «<strong>l’errore opposto, di rendere ciò che era nobile nell’originale in qualcosa di vile</strong>»<a href="#_edn16">[xvi]</a>.</p>



<p>Altro esempio si ritrova peraltro già nel Prologo al «Signore degli Anelli», paragrafo 4, “Of the Finding of the Ring” (“A proposito della scoperta dell’Anello” in Alliata/Bompiani – “Il ritrovamento dell’Anello” nella Bompiani–Giunti). Qui troviamo la seguente espressione:</p>



<p>«His sword, Sting, Bilbo hung over his fireplace»<a href="#_edn17">[xvii]</a>.</p>



<p>Nella Alliata/Bompiani abbiamo:<br>«Bilbo appese la spada Pungolo sul camino»<a href="#_edn18">[xviii]</a>.</p>



<p>Nella Bompiani–Giunti invece:<br>«Pungiglione, la sua spada, Bilbo appese sopra il camino»<a href="#_edn19">[xix]</a>.</p>



<p>Nella traduzione Alliata/Bompiani la costruzione segue quella italiana, è perfettamente comprensibile, conserva il registro dell’originale. Al contrario, nella Bompiani–Giunti, troviamo a prima vista un’ambiguità palese, dal momento che potrebbe addirittura sembrare che sia stata la spada Pungolo ad appendere Bilbo sopra il camino! Infatti, ancora una volta, la traduzione cade “in un ordine insolito”, preponendo il complemento oggetto al soggetto ed al verbo: <em>«Pungiglione, la sua spada, Bilbo appese</em>», ignorando la costruzione più libera dell’inglese che non si riscontra in italiano. Casomai, sarebbe stato veramente il caso di apporre un complemento oggetto pleonastico ma chiarificatore: “Pungiglione, la sua spada, Bilbo <em>la </em>appese sopra il camino”. Rimane in entrambi i casi un’espressione assolutamente inelegante.</p>



<p>Abbiamo preso in esame l’inizio del primo capitolo del libro, esaminando frase per frase le differenze fra le traduzioni: differenze che si perpetuano <em>per tutto il libro</em> ed abbiamo sorvolato sul latinismo «undicentesimo»<a href="#_edn20">[xx]</a> utilizzato nella Bompiani–Giunti per rendere l’originale «eleventy–­first»<a href="#_edn21">[xxi]</a> (letteralmente «centodiecieunesimo»), che nella Alliata/Bompiani è tradotto semplicemente e correttamente come «centoundicesimo»<a href="#_edn22">[xxii]</a> mentre «<strong>undicentesimo</strong>» è un latinismo effettuato sul calco di <em>undecentum</em>, che però significa <strong>novantanove</strong>, non centoundici! E così, «undicentesimo» diviene sinonimo, nella Bompiani–Giunti, di <strong>novantanovesimo</strong>, alterando il senso.</p>



<p>Prenderemo ora in considerazione un paragrafo tratto dal capitolo III del primo libro – “Three is company” (“In tre si è in compagnia” secondo l’Alliata/Bompiani, “Tre è il numero giusto” nella Bompiani–Giunti):</p>



<p>«Frodo stripped the blankets from Pippin, and rolled him over, and then walked off to the edge of the wood. Away eastward the sun was rising red out of the mists that ley thick on the world. Touched with gold and red the autumn trees seemed to be sailing rootless in a shadowy sea»<a href="#_edn23">[xxiii]</a>.</p>



<p>Così nella Alliata/Bompiani:<br>«Frodo tirò la coperta di dosso a Pipino, voltandolo a pancia all’aria, quindi fece quattro passi fino al margine del bosco. Lontano, a oriente, il sole rosso si levava dalla nebbia che copriva densa il paesaggio. Gli alberi autunnali, pennellati d’oro e di carminio, parevano navigare senza radici in un mare d’ombra»<a href="#_edn24">[xxiv]</a>.</p>



<p>Così nella Bompiani–Giunti:<br>«Frodo strappò la coperta di dosso a Pippin, ribaltandolo a pancia all’aria, e poi si avviò fino al limitare del bosco. In lontananza, a oriente, il sole si levava rosso sulla fitta coltre di nebbia stesa sul mondo. Pittati d’oro e rosso, gli alberi autunnali sembravano salpare privi di radici in un mare umbratile»<a href="#_edn25">[xxv]</a>.</p>



<p>Nella Alliata/Bompiani, per la frase «<em>Touched with gold and red the autumn trees seemed to be sailing rootless in a shadowy sea.</em>» troviamo applicata la formula di Belloc: “<strong>il traduttore deve essere libero da limitazioni meccaniche (…)&nbsp; (dalla) limitazione di forma</strong>”<a href="#_edn26">[xxvi]</a>nel produrre un’opera in italiano, con la traduzione: «Gli alberi autunnali, pennellati d’oro e di carminio, parevano navigare senza radici in un mare d’ombra.» In effetti, qui ci troviamo dinanzi ad un passo dalla poeticità incantevole nell’originale, e l’espressione “d’oro e di carminio” rende perfettamente la luce del sole che illumina di rosso vivo gli alberi in autunno, in contrasto con le nebbie in cui paiono navigare privi di radici. La traduzione scorre perfettamente nella nostra lingua e rende al meglio la poeticità di Tolkien. <strong>«<em>Questa</em> è traduzione. <em>Questa</em> è proprio l’essenza dell’arte: la risurrezione di una cosa straniera in un corpo nativo; non il rivestirlo di abiti nativi ma il dargli carne ed ossa nativi»</strong><a href="#_edn27">[xxvii]</a>.</p>



<p>Nella traduzione Bompiani–Giunti, nuovamente troviamo, citando Belloc, «<strong>l’errore opposto, di rendere ciò che era nobile nell’originale in qualcosa di vile</strong>»<a href="#_edn28">[xxviii]</a>: «Pittati d’oro e rosso, gli alberi autunnali sembravano salpare privi di radici in un mare umbratile.» Ciò avviene sia con l’immissione nel testo del termine «pittati», dialettale e desueto, sia con un’incomprensibile «salpare», suggerendo un’idea di movimento ed allontanamento malinconico che appiattisce il contrasto fra il colore vivo e la nebbia sottostante. Infine, «umbratile», ha una <strong>connotazione</strong> avulsa dal contesto, essendo d’uso prettamente letterario e desueto, là dove la descrizione procede con una semplice e splendida concinnità.</p>



<p>Ed ancora, nel capitolo II del primo libro (intitolato “L’ombra del passato” sia in Alliata/Bompiani sia in Bompiani–Giunti) troviamo queste frasi pronunciate da Gandalf, che lamenta l’estrema difficoltà nel ricavare informazioni da Gollum:</p>



<p>«That is a sample of this talk. I don’t suppose you want anymore. I had weary days of it»<a href="#_edn29">[xxix]</a>.</p>



<p>Nella Alliata/Bompiani troviamo:<br>«Questo è un esempio della sua conversazione; non penso che tu voglia sentirne ancora. Ho penato giorni e giorni per capirlo»<a href="#_edn30">[xxx]</a>.</p>



<p>Nella Bompiani–Giunti, invece:<br>«Ecco un assaggio dei suoi discorsi. Dovrebbe bastarti, immagino. Me li sono sciroppati per giorni e giorni»<a href="#_edn31">[xxxi]</a>.</p>



<p>In quest’ultima, oltre a voler conservare, ancora una volta, la misura inglese, prediligendo il periodo breve anziché la struttura tipica dell’italiano (come invece ritroviamo in Alliata/Bompiani), è il terzo periodo a suscitare le maggiori perplessità: «<em>I had weary days of it.</em>» Ora, “weary” può significare “noioso” o, in questo caso, “spossante”. La perifrasi scelta in Alliata/Bompiani rende perfettamente questo senso di <em>pena</em> o logoramento.<br>In Bompiani–Giunti la perifrasi “<em>me li sono sciroppati</em>” non solo rende assai imperfettamente questa pena estenuante, significando “sopportare con fastidio” (quindi rappresentando la <em>pena</em>, la <em>noia</em>, la <em>spossatezza</em> di Gandalf quasi fosse un semplice <em>fastidio</em>) ma, ancor peggio, abbassa ingiustificatamente il tono medio della narrazione utilizzando senza motivo un registro basso.</p>



<p>Si considerino ora queste frasi, tratte dal II capitolo del secondo libro – “The Council of Elrond” (“Il Consiglio di Elrond” identico in Alliata/Bompiani e Bompiani–Giunti):</p>



<p>«I will risk no hurt to this thing: of all the works of Sauron the only fair. It is precious to me, though I buy it with great pain»<a href="#_edn32">[xxxii]</a>.</p>



<p>Così nella Alliata/Bompiani:<br>«Ma non sarò io a rischiare di danneggiare questo oggetto: di tutte le opere di Sauron l’unica che sia bella. Mi è caro, benché lo stia acquistando con grandi sofferenze»<a href="#_edn33">[xxxiii]</a>.</p>



<p>Così nella Bompiani–Giunti:<br>«Ma da parte mia non rischierò di danneggiare questa cosa: di tutte le opere di Sauron l’unica bella. È un tesoro per me, anche se la compro con grande sofferenza»<a href="#_edn34">[xxxiv]</a>.</p>



<p>Nella Alliata/Bompiani abbiamo una resa piana ed efficace della frase; chi scrive queste parole è Isildur, riferendosi all’Unico Anello, ed è chiaro che il possesso di quest’ultimo gli causi grandi sofferenze, solo sopportando le quali è in grado acquisirlo (o quantomeno così egli pensa e scrive). Per questo troviamo «<em>benché lo stia acquistando</em>».</p>



<p>Nella Bompiani–Giunti, invece, al verbo «to buy» è attribuita una connotazione differente, tale per cui la resa è incomprensibile: «<em>anche se la compro</em>».</p>



<p>«Comprare» in italiano ha il solo significato di “ottenere dietro corresponsione di denaro” e non può assumere il significato figurato di “acquisire” o “acquistare” a costo di sofferenze. Nel lettore si dipinge l’immagine, comica, di Isildur che paghi Sauron con moneta sonante per comprare il suo Anello; quasi questi sia un negoziante o un mercante.</p>



<p>Altro esempio di resa come minimo inefficace in italiano si trova nel capitolo V del secondo libro (“Il ponte di Khazad-dûm” sia in Alliata/Bompiani sia in Bompiani–Giunti): durante l’attraversamento di Moria, Aragorn, preoccupato per le condizioni di salute di Frodo, che ha ricevuto un possente colpo al busto, si ferma per sincerarsi delle sue condizioni e gli rivolge queste parole:</p>



<p>«That spear-thrust would have skewered a wild boar!»<a href="#_edn35">[xxxv]</a>.</p>



<p>In Alliata/Bompiani abbiamo la seguente traduzione:<br>«Quel colpo di lancia avrebbe trafitto un cinghiale selvaggio!»<a href="#_edn36">[xxxvi]</a>.</p>



<p>Mentre in Bompiani–Giunti leggiamo:<br>«Quel colpo di lancia avrebbe schidionato un cinghiale!»<a href="#_edn37">[xxxvii]</a>.</p>



<p>In primo luogo, possiamo notare che nella traduzione Bompiani–Giunti si perde l’enfasi del discorso di Aragorn, che parla di «<em>wild boar</em>», ossia di un «<em>cinghiale selvaggio</em>» (come in Alliata/Bompiani) mentre il semplice termine «<em>cinghiale</em>», privo dell’aggettivo, diminuisce considerevolmente l’aura di straordinarietà che Aragorn attribuisce all’evento, constatando che Frodo è sopravvissuto alla tremenda prova.<br>In secondo luogo, vale la pena soffermarsi sul termine «<em>skewered</em>». In inglese, effettivamente «skewer» ha il significato di «spiedo», al contempo «<em>skewered</em>» ha un campo semantico più ampio e può significare semplicemente «infilzato»; inoltre, «<em>spear-thrust</em>», ossia «colpo di lancia», chiarisce perfettamente che Frodo ha rischiato d’essere trafitto da una lancia, e non d’essere infilato su un «lungo spiedo» (tale il significato di «schidione»).<br>Peraltro, ancora una volta ci troviamo dinanzi all’utilizzo di un termine dialettale («schidione» è un toscanismo di uso popolare) senza alcuna motivazione.<br>Riassumendo, la traduzione Alliata/Bompiani coglie ed esprime perfettamente il concetto espresso da Tolkien, sia con l’utilizzo del più consono «trafitto» sia per la giusta enfasi data dall’aver conservato l’aggettivo in «cinghiale selvaggio», mantenendo lo stesso registro dell’originale.<br>Nella traduzione Bompiani–Giunti, invece, oltre ad una perdita dell’enfasi nelle parole di Aragorn di cui si è già scritto, si ha l’utilizzo di un termine dialettale che abbassa bruscamente il registro della narrazione e che, per di più, non tiene conto del <strong>contesto</strong>: delle parole immediatamente precedenti, per cui il colpo è stato inferto a Frodo tramite una lancia («<em>spear</em>»).<br>La resa in italiano pertanto è gravemente compromessa sotto ben tre punti di vista.</p>



<p>Qui possiamo pertanto legittimamente citare ancora Belloc: «<strong>se il traduttore maneggia male il <em>proprio </em>strumento e non è un buon scrittore nella <em>propria </em>lingua, allora la traduzione <em>deve</em> essere in tutto e per tutto cattiva (…) un uso inadeguato della lingua in cui viene fatta la traduzione è strutturale, dal momento che colpisce proprio il tessuto di un’opera e la colpisce tutta intera</strong>»<a href="#_edn38">[xxxviii]</a>. La mancanza di una costruzione adeguata della frase italiana, oltre all’ignoranza dell’<strong>area semantica</strong> propria di ogni singolo termine, infatti, è ciò che più affligge la traduzione di Bompiani–Giunti, che non rinuncia a mantenere parallela la misura italiana con quella inglese, traducendo talvolta espressioni in modo pedissequo, nonché ad utilizzare traducenti inadeguati, incurante dell’effetto che ciò possa avere nella lingua di destinazione.</p>



<p><strong><em>In conclusione</em></strong></p>



<p>Mentre la traduzione Alliata/Bompiani, pur non esente da difetti, procede scorrevole, piacevole e con un’ottima aderenza all’originale, la Bompiani–Giunti, spregiando le regole base della traduzione, non solo tende a rivestire di abiti italiani la costruzione inglese ma, ancor più, tende a provocare uno <em>straniamento</em> nel lettore, con l’utilizzo di regionalismi, termini desueti, tecnicismi, con l’alterazione dei registri linguistici – tipicamente abbassati, come abbiamo visto negli esempi citati – in modo da sospendere quella che Coleridge definisce la <em>volontaria sospensione dell’incredulità</em> ed in tal modo far prendere al lettore le distanze dal mondo fantastico in cui la lettura lo ha immerso. Se ciò è traumatico per qualsiasi opera letteraria, lo è in misura incommensurabilmente maggiore riguardo alle opere di Tolkien, dal momento che egli, nei suoi libri, attuava esplicitamente una sub-creazione:</p>



<p>«ogni sub–creatore desidera in qualche misura essere un vero creatore, o spera di tracciare un disegno sulla realtà: spera che la peculiare qualità di questo Mondo Secondario (anche se non tutti i suoi particolari) siano derivanti dalla Realtà, o confluiscano in essa. Se quindi egli consegue una qualità che può ben essere sintetizzata dalla definizione da dizionario “intima consistenza della realtà”, è difficile come questo possa accadere, se l’opera non partecipa in qualche modo della realtà»<a href="#_edn39">[xxxix]</a>.</p>



<p>Estraniare il lettore, portarlo fuori da quel Mondo Secondario così accuratamente predisposto e verso il quale egli si sente naturalmente portato, è il tradimento massimo che si possa operare verso la volontà di John R. R. Tolkien.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p><a href="#_ednref1">[i]</a> H. Belloc, <em>Sulla traduzione</em>, Morcelliana, Brescia 2009, p. 13</p>



<p><a href="#_ednref2">[ii]</a> Ivi, p. 20</p>



<p><a href="#_ednref3">[iii]</a> <em>Ibid.</em></p>



<p><a href="#_ednref4">[iv]</a> Ivi, pp. 20,21</p>



<p><a href="#_ednref5">[v]</a> Ivi, p. 21</p>



<p><a href="#_ednref6">[vi]</a> <em>Ibid</em>.</p>



<p><a href="#_ednref7">[vii]</a> D. Gorga, «Libero Pensiero» (15/09/2014), «Nerval, il canto di Loreley» &#8211; <a href="https://www.liberopensiero.eu/15/09/2014/varie/nerval-canto-loreley/">https://www.liberopensiero.eu/15/09/2014/varie/nerval-canto-loreley/</a></p>



<p><a href="#_ednref8">[viii]</a> H. Belloc, <em>Sulla traduzione</em>, cit., p. 32</p>



<p><a href="#_ednref9">[ix]</a> Ivi, p. 33</p>



<p><a href="#_ednref10">[x]</a> <a>J.R.R. Tolkien, <em>The Lord of the Rings – 50th</em> <em>Anniversary one–volume edition</em>, Houghton, Mifflin Harcourt, Boston 2005, p. 21</a></p>



<p><a href="#_ednref11">[xi]</a> J.R.R. Tolkien, <em>Il Signore degli Anelli – illustrato da Alan Lee</em>, RCS / Bompiani, Milano 2004, p. 43</p>



<p><a href="#_ednref12">[xii]</a> J.R.R. Tolkien, <em>Il Signore degli Anelli</em>,<em> Giunti / Bompiani</em>, Firenze / Milano, 2020, p. 33</p>



<p><a href="#_ednref13">[xiii]</a> H. Belloc, <em>Sulla traduzione</em>, cit., p. 21</p>



<p><a href="#_ednref14">[xiv]</a> Ivi, p. 26</p>



<p><a href="#_ednref15">[xv]</a> Ivi, p. 29</p>



<p><a href="#_ednref16">[xvi]</a> Ivi, p. 45</p>



<p><a href="#_ednref17">[xvii]</a> J.R.R. Tolkien, <em>The Lord of the Rings – 50th</em> <em>Anniversary one–volume edition</em>, p. 13</p>



<p><a href="#_ednref18">[xviii]</a> J.R.R. Tolkien, <a><em>Il Signore degli Anelli – illustrato da Alan Lee</em>, cit., </a>p. 37</p>



<p><a href="#_ednref19">[xix]</a> J.R.R. Tolkien, <em>Il Signore degli Anelli</em>,<em> Giunti / Bompiani</em>, cit., p. 26</p>



<p><a href="#_ednref20">[xx]</a> <em>Ibid</em>.</p>



<p><a href="#_ednref21">[xxi]</a> J.R.R. Tolkien, <em>The Lord of the Rings – 50th</em> <em>Anniversary one–volume edition</em>, cit., p. 21</p>



<p><a href="#_ednref22">[xxii]</a> J.R.R. Tolkien, <em>Il Signore degli Anelli – illustrato da Alan Lee</em>, cit., p. 43</p>



<p><a href="#_ednref23">[xxiii]</a> J.R.R. Tolkien, <em>The Lord of the Rings – 50th</em> <em>Anniversary one–volume edition</em>, cit., p. 72</p>



<p><a href="#_ednref24">[xxiv]</a> J.R.R. Tolkien, <em>Il Signore degli Anelli – illustrato da Alan Lee</em>, cit., p. 99</p>



<p><a href="#_ednref25">[xxv]</a> J.R.R. Tolkien, <em>Il Signore degli Anelli</em>,<em> Giunti / Bompiani</em>, cit., p. 87</p>



<p><a href="#_ednref26">[xxvi]</a> H. Belloc, <em>Sulla traduzione</em>, cit., pp. 20,21</p>



<p><a href="#_ednref27">[xxvii]</a> Ivi, p. 44</p>



<p><a href="#_ednref28">[xxviii]</a> Ivi, p. 45</p>



<p><a href="#_ednref29">[xxix]</a> J.R.R. Tolkien, <em>The Lord of the Rings – 50th</em> <em>Anniversary one–volume edition</em>, cit., p. 57</p>



<p><a href="#_ednref30">[xxx]</a> J.R.R. Tolkien, <em>Il Signore degli Anelli – illustrato da Alan Lee</em>, cit., p. 83</p>



<p><a href="#_ednref31">[xxxi]</a> J.R.R. Tolkien, <em>Il Signore degli Anelli</em>,<em> Giunti / Bompiani</em>, cit., p. 71</p>



<p><a href="#_ednref32">[xxxii]</a> J.R.R. Tolkien, <em>The Lord of the Rings – 50th</em> <em>Anniversary one–volume edition</em>, cit., p. 253</p>



<p><a href="#_ednref33">[xxxiii]</a> J.R.R. Tolkien, <em>Il Signore degli Anelli – illustrato da Alan Lee</em>, cit., p. 290</p>



<p><a href="#_ednref34">[xxxiv]</a> J.R.R. Tolkien, <em>Il Signore degli Anelli</em>,<em> Giunti / Bompiani</em>, cit., p. 275</p>



<p><a href="#_ednref35">[xxxv]</a> J.R.R. Tolkien, <em>The Lord of the Rings – 50th</em> <em>Anniversary one–volume edition</em>, cit., p. 327</p>



<p><a href="#_ednref36">[xxxvi]</a> J.R.R. Tolkien, <em>Il Signore degli Anelli – illustrato da Alan Lee</em>, cit., p. 370</p>



<p><a href="#_ednref37">[xxxvii]</a> J.R.R. Tolkien, <em>Il Signore degli Anelli</em>,<em> Giunti / Bompiani</em>, cit., p. 352</p>



<p><a href="#_ednref38">[xxxviii]</a> H. Belloc, <em>Sulla traduzione</em>, cit., p. 23</p>



<p><a href="#_ednref39">[xxxix]</a> J.R.R. Tolkien, <em>Il medioevo e il fantastico</em>, Bompiani, Milano 2003, p. 227</p>
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		<title>Intervista a Veronica Stima &#8211; Le Schiere di Arda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sara Conte]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2021 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[Cosplay]]></category>
		<category><![CDATA[Tolkieniana Net]]></category>
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					<description><![CDATA[di Benedetta Lolli Per quanto riguarda gli Hobbit della Contea, di cui tratta questo nostro racconto, essi erano, nei tempi di pace e di benessere, un popolo allegro e spensierato; portavano vestiti di colori vivaci, preferendo il giallo ed il verde, ma calzavano raramente scarpe&#8230; (J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Prologo: A proposito degli&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-right">di <strong>Benedetta Lolli</strong></p>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Per quanto riguarda gli Hobbit della Contea, di cui tratta questo nostro racconto, essi erano, nei tempi di pace e di benessere, un popolo allegro e spensierato; portavano vestiti di colori vivaci, preferendo il giallo ed il verde, ma calzavano raramente scarpe&#8230;</em></p><cite><em>(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Prologo: A proposito degli Hobbit, traduzione di Vittoria Alliata di Villafranca, Bompiani, 2004)</em></cite></blockquote>



<p class="has-text-align-left has-small-font-size"></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Tutto quello che l&#8217;ignaro Bilbo vide quel mattino era un vecchio con una bacchetta magica. Aveva un alto cappello blu a punta, un lungo mantello grigio, una sciarpa argentea sulla quale la lunga barba bianca ricadeva fin sotto la vita, e immensi stivali neri&#8230;</em> </p><cite><em>(J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, cap. I, traduzione di Elena Jeronimidis Conte, Adelphi, 1989)</em></cite></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>&#8220;Il vecchio Bombadil era un tipo assai allegro;stivali gialli aveva e la giacca color cielo, cinture e brache in cuoio, colore verde prato;sul cappello una piuma che a un cigno aveva strappato&#8230;&#8221;</em>.</p><cite><em>(J.R.R. Tolkien, Le avventure di Tom Bombadil, traduzione di Isabella Murro, Bompiani, 2008)</em></cite></blockquote>



<p class="has-text-align-left"><em>Potremmo continuare a lungo: quante volte, leggendo il Legendarium, ci siamo imbattuti nelle descrizioni dei suoi personaggi? Estremamente accurate e precise, ricche di poesia e particolari, hanno dato forma alla Terra di Mezzo e ai suoi abitanti nella nostra immaginazione. Forse siamo persino arrivati a chiederci come avremmo potuto prendere parte al mondo di Arda, in qualche modo. Per molti di noi, può essere che questo pensiero si sia acuito, dopo le trasposizioni cinematografiche di <strong>Peter Jackson</strong> delle opere del Professore, fino a domandarsi come potrebbe essere vivere anche solo un giorno nel mondo creato da Tolkien.&nbsp;</em></p>



<p class="has-text-align-left"><em>Abbiamo pensato di parlarne con <strong>Veronica Stima</strong>, ideatrice del gruppo di costuming <strong><a href="https://www.facebook.com/GruppoCostumingLeSchierediArda/" data-type="URL" data-id="https://www.facebook.com/GruppoCostumingLeSchierediArda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le Schiere di Arda</a></strong>: ci siamo fatti raccontare gli scopi, i legami con le opere del Professore e con i film di Jackson, gli eventi in programma e cosa stia alla base di questo ambizioso progetto.</em></p>



<p class="has-text-align-left"><em>Ringraziamo Veronica e vi auguriamo buona lettura!</em></p>



<hr class="wp-block-separator is-style-dots"/>



<p><em>Salve Veronica. Come e soprattutto perché è nato il gruppo &#8220;Le Schiere di Arda&#8221;?</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><a href="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_64834414.jpg"><img decoding="async" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_64834414.jpg" alt="" class="wp-image-2192" width="333" height="444"/></a><figcaption>Veronica Stima e Gianluca Comastri</figcaption></figure></div>



<p>Salve, e grazie per l&#8217;invito! Dunque, l&#8217;idea non è stata solo mia ma, insieme a Vasco, Camilla e Stefania (gli attuali amministratori del gruppo) da molti anni volevamo costruire un progetto di <em>costuming</em> sull&#8217;universo tolkieniano, che operasse sì a livello internazionale, ma soprattutto a livello nazionale, in cui uno dei punti fondamentali fosse la qualità estrema nella cura e nell&#8217;aderenza nel singolo costume, un<em> reenactment</em> vero e proprio. Abbiamo scelto di chiamare il gruppo &#8220;Le Schiere di Arda&#8221; perché racchiudesse sia tutto il mondo di Arda creato e raccontato da Tolkien, sia quello proposto e ricostruito negli adattamenti cinematografici e nelle serie televisive, a partire dal <em>Silmarillion</em> fino ad arrivare al <em>Signore degli Anelli</em>. Citare solo la Terra di Mezzo dispiaceva, sembrava di voler distinguere a livello di importanza un&#8217;opera corale e unitaria che costituisce un unico mondo. In più, il riferimento alle &#8220;Schiere&#8221; è legato all&#8217;idea di persone che entrano a far parte di un&#8217;armata di <em>costuming</em> completa, in cui al di là dei costumi del &#8220;lato bianco&#8221;, i popoli liberi, ci sarà anche la presenza delle schiere dell&#8217;ombra, che racchiudono anche le legioni oscure.</p>



<p><em>Ha parlato delle Schiere di Arda come un gruppo legato a un progetto di costuming: che differenza c&#8217;è con il cosplaying?&nbsp;</em></p>



<p>Il <em>cosplaying</em> è incentrato sul voler interpretare un personaggio, ma aggiungendo qualcosa di proprio: potremmo dire che è più personalizzabile, ci sono più deroghe legate al gusto e alla personalità del <em>cosplayer</em> rispetto all&#8217;aderenza al personaggio interpretato. Il <em>costuming </em>prevede un&#8217;accuratezza e una somiglianza il più vicina possibile al 100%, che passa per l&#8217;uso di copie reali dei costumi dei film, l&#8217;uso di parrucche e lenti a contatto&#8230; la somiglianza fisica è un fattore molto importante!</p>



<p><em>Cosa aggiunge il costuming all&#8217;essere un appassionato di Tolkien?</em></p>



<p>Domanda difficile! L&#8217;appassionato di Tolkien è già completo. Potremmo dire che il <em>costuming</em> dà una nuova sfaccettatura: è anche un modo per fare emergere la creatività, sia quella che sta nel singolo che quella propria degli artisti, e portarla agli altri, come abbiamo fatto ad esempio con la mostra dei costumi <em>(a cura di Veronica) </em>o delle armature <em>(a cura di Vasco)</em> del Signore degli Anelli. Le persone che vogliono fare <em>costuming</em> in primo luogo lo fanno per stare con gli amici con cui condividono una passione e perché è un modo per evadere dalla vita di tutti i giorni.&nbsp;</p>



<p>Essere appassionati di Tolkien è già una prerogativa in sé: accostarsi al Professore non è sempre facile e forse non è nemmeno per tutti, ci sono insegnamenti fondamentali che bisognerebbe conoscere e far conoscere perché non tutti li hanno afferrati.</p>



<p><em>Quali sono gli scopi del gruppo?</em></p>



<p>Il nostro scopo principale è divertirci e far divertire il pubblico, passando e facendo passare belle giornate con ricordi positivi da custodire, soprattutto dopo un periodo come quello che abbiamo passato nell&#8217;ultimo anno e mezzo. Siamo ancora pochi ma siamo accomunati dall&#8217;amore per Tolkien, c&#8217;è sempre spazio per il confronto e per battibecchi costruttivi! Siamo più o meno tutti usciti da ambienti (non solo tolkieniani) in cui ripicche e rivalse avevano logorato il contesto: uno dei nostri propositi è la ricerca di armonia e rispetto (come insegna il Professore stesso, tra l&#8217;altro!),&nbsp; il lavoro per un bene comune, lavorare per costruire qualcosa insieme, con convivialità, da portare negli anni a venire.</p>



<p><em>Cosa vi ha spinti ad entrare nella comunità dei <strong>Tolkieniani Italiani</strong>?</em></p>



<p>Conosco da anni gli admin, anche personalmente: io e mio marito Gianluca (che ne fa parte) ci sentiamo molto affini al gruppo. Ci sentiamo spesso nei diversi canali e, anche se non siamo molti e nonostante il Covid-19, abbiamo trovato punti di incontro durante diverse esperienze di vita: in fondo, penso siamo persone diverse ma con un punto fisso in comune da portare nel vivere la vita di tutti i giorni.</p>



<p><em>Come si entra a far parte delle Schiere di Arda?</em></p>



<p>Abbiamo un regolamento piuttosto restrittivo, scegliamo tra le persone che fanno richiesta tramite e-mail: abbiamo anche una <a href="https://www.facebook.com/GruppoCostumingLeSchierediArda/" data-type="URL" data-id="https://www.facebook.com/GruppoCostumingLeSchierediArda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pagina Facebook</a> su cui si trovano tutte le notizie a questo riguardo in un album dedicato. Alla richiesta deve essere allegata una fotografia del costume: si viene giudicati da me per i costumi generali, da Camilla per il personaggio di Galadriel nello specifico e da Vasco per quel che riguarda le legioni oscure. I punti fondamentali che devono essere menzionati sono la composizione del costume e come è stato realizzato, così che possiamo magari riferire su eventuali errori e così via. Se la richiesta viene approvata, si entra a far parte delle Schiere di Arda. Esistono tre livelli, argento, oro e mithril.</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_5.jpg"><img decoding="async" width="355" height="548" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_5.jpg" alt="" data-id="2198" data-full-url="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_5.jpg" data-link="https://tolkieniana.net/wp/?attachment_id=2198" class="wp-image-2198"/></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="274" height="491" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_4.jpg" alt="" data-id="2199" data-full-url="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_4.jpg" data-link="https://tolkieniana.net/wp/?attachment_id=2199" class="wp-image-2199"/></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="685" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_2-1024x685.jpg" alt="" data-id="2200" data-full-url="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_2.jpg" data-link="https://tolkieniana.net/wp/?attachment_id=2200" class="wp-image-2200"/></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_1-1024x683.jpg" alt="" data-id="2201" data-full-url="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441_1.jpg" data-link="https://tolkieniana.net/wp/?attachment_id=2201" class="wp-image-2201"/></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="756" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441-1-1024x756.jpg" alt="" data-id="2202" data-full-url="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2021/07/image_6483441-1.jpg" data-link="https://tolkieniana.net/wp/?attachment_id=2202" class="wp-image-2202"/></a></figure></li></ul></figure>



<p>Il livello argento si ottiene se i costumi sono validi, ma presentano qualche differenza con l&#8217;originale: per dire, anche il mio costume di Eowyn si collocava in questo range perché presentava alcune differenze&#8230; ma il livello assegnato in partenza non è fisso, anzi! E&#8217; sempre possibile fare un upgrade al livello successivo, apportando miglioramenti.&nbsp;</p>



<p>Il livello oro si assegna nel caso di un lavoro davvero ottimo, in cui tutto corrisponde all&#8217;originale.</p>



<p>Il livello mithril, il più alto, è solo per chi ha già raggiunto il livello oro ma, in più, assomiglia anche fisicamente al personaggio che ha deciso di interpretare.&nbsp;</p>



<p>La suddivisione in livelli è importante perché in questo modo riusciamo a gestire la priorità per sfilate e parate: la resa scenica è sempre differente e, anche per questo motivo, cerchiamo persone più simili possibili.&nbsp; Fare l&#8217;upgrade, in più, dà l&#8217;opportunità ai membri del gruppo di accedere a eventi con un numero ristretto di partecipanti.</p>



<p>L&#8217;iscrizione alle Schiere di Arda non ha costo, è gratuita: già il <em>costuming</em> ha di per sé un prezzo elevato, e, per quanto possibile, sarebbe bello che le persone potessero godersi l&#8217;evento senza dover pagare ulteriormente.</p>



<p>Una delle cose più belle penso sia far conoscere la Bellezza, ciò che ha fatto e scritto Tolkien&#8230; trovo splendido che anche dopo decenni faccia ancora scaturire ispirazioni diverse da persona a persona: chi è ispirato sul lato artistico, chi, come ad esempio mio marito Gianluca, dalle lingue elfiche&#8230; è meraviglioso. In fondo penso che quello che si fa sia cercare di ispirare le persone, come lo stesso Professore ci ha insegnato.</p>



<p><em>Cosa pensa degli adattamenti cinematografici?</em></p>



<p>In realtà penso che la mia posizione cambi di anno in anno, ogni volta che riguardo i film, ci sono sempre nuovi dettagli che spuntano all&#8217;occhio o punti di vista diversi che magari all&#8217;inizio non erano stati considerati! Il mio focus sono ovviamente i costumi, conosco la storia e trovo che, nonostante le critiche, sia davvero stata resa molto bene per il grande schermo. Da costumista posso capire le esigenze di scena rispetto a ciò che si trova (o che ci si immaginerebbe) leggendo i libri: in un&#8217;epopea del genere, qualcosa scappa per forza, non può starci tutto. Posso dire che sono molto soddisfatta, assolutamente, anche a distanza di anni, soprattutto per quel che riguarda <em>Il Signore degli Anelli</em>: penso che Peter Jackson sia stato un vero maestro. Se devo dire la verità, un po&#8217; meno per quanto concerne Lo Hobbit, ma forse molto dipende anche dal passaggio di consegne tra <strong>Guillermo del Toro</strong> e Jackson: quando ci si trova a dover lavorare su un prodotto ideato da altri è sempre più difficile e complesso.</p>



<p>Per quel riguarda i costumi disegnati e realizzati per gli adattamenti cinematografici, nello specifico&#8230; <strong>Ngila Dickson</strong> (la costumista della Trilogia del <em>Signore degli Anelli</em>) ha fatto un lavoro eccelso! Personalmente,&nbsp; dopo anche anni di evoluzione professionale, ho trovato magari un po&#8217; di esagerazione nel vestire personaggi minori e viceversa&#8230; ma il punto di vista finale è che ha vinto l&#8217;Oscar, quindi ha ragione lei!</p>



<p><em>A fine mese rivedremo al cinema i film della Trilogia del </em>Signore degli Anelli<em>: parteciperete in qualche modo come gruppo o avete in programma eventi al riguardo?</em></p>



<p>In occasione della rimessa al cinema della trilogia, al momento non abbiamo in programma eventi legati alla&nbsp; proiezione. Siamo un gruppo ancora nuovo! Anche se abbiamo già un punto fermo da raggiungere, non disponiamo di tanti membri sul territorio, perciò per il momento stiamo lavorando con tutte le nostre energie al debutto del gruppo in quel di Vinci in occasione della Festa dell&#8217;Unicorno ad Agosto 2021.</p>



<p><em>Cosa riserva il futuro alle &#8220;Schiere di Arda&#8221;?</em></p>



<p>Dunque, di sicuro progetti ambiziosi! Di sicuro, vorremmo continuare con il gruppo di costuming e cercare anche nuovi collaboratori, ma il sogno è organizzare e costruire un Tolkien Village, ricostruendo la Contea, ma non solo! Sarebbe fantastico dare vita anche alle altre regioni della Terra di Mezzo e di Arda. L&#8217;obiettivo è coinvolgere gli artisti del settore tolkieniano, ma anche artigiani e amanti di questo mondo per dar vita a un paesaggio che si ricordi nel tempo e che faccia esclamare a chi lo visita: &#8220;Caspita! Sono nella Terra di Mezzo!&#8221;. I componenti delle Schiere di Arda si occuperanno delle animazioni e, se possibile, un sogno sarebbe realizzare piccoli spettacoli, magari anche in playback, riproponendo e ricostruendo diverse scene&#8230; chissà! Però mi piacerebbe tantissimo.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;evento più vicino, però, come accennavo poc&#8217;anzi, sarà la Festa dell&#8217;Unicorno 2021 a Vinci, dal 20 al 22 agosto. Avremo uno spazio di due o tre stand ancora da definire, ma durante i tre giorni di festa faremo mini corsi di Lingue Elfiche e Tengwar, una mostra di costumi, armor e accessori movie accurate (materiale dei membri del gruppo), piccole attività di animazione con il pubblico come foto e dibattiti a cura dei membri del gruppo che saranno presenti. Il sabato sera alle 18:30 faremo una parata in costume , dove saranno accettati tutti coloro che vorranno partecipare e capitanata dai nostri membri come aprifila.</p>



<p>Speriamo di riuscire a ingrossare le nostre fila nel frattempo, anche in previsione del Tolkien Village che vorremmo portare il prossimo anno. Per quest&#8217;occasione porteremo solo poche attività mirate, per via del poco preavviso e di tutta la situazione pandemica in corso, non potevamo davvero fare di più&#8230; in realtà avevamo deciso di non portare nessuna attività quest&#8217;anno, con la promessa di fare qualcosa di veramente grande l&#8217;anno prossimo, ma ci sarebbe dispiaciuto, e volevamo a tutti i costi dare un piccolo segno della nostra presenza. Inizialmente, abbiamo avuto grossi problemi a trovare chi potesse svolgere delle attività, anche per via del periodo di svolgimento della festa che combacia per alcuni con la ripresa del lavoro dopo le vacanze estive. Eravamo un po&#8217; giù di morale, perché sembrava che la cosa non si potesse fare per via di mancanza di persone fisiche, ma è bastato fare una chiamata a raccolta molto mirata, contattando le persone con cui ci eravamo trovati a collaborare in passato per altre associazioni e gruppi, ed è stata magia. Nel giro di 15 giorni abbiamo smosso tutte le regioni d&#8217;Italia ricevendo dei no, ma anche molti sì che ci hanno fatto sperare&#8230; e dal nulla che doveva essere, abbiamo uno spazio da due a tre stand con attività e mostre e a turnazione figuranti in costume che hanno attinenza con i personaggi dei film.</p>



<p>Questo è avere spirito tolkieniano, la collaborazione è fondamentale per costruire qualcosa di bello agli occhi e per il cuore. È questa la nostra politica: aiutare e ricevere aiuto perché dove arriva uno, in dieci si arriva prima e con meno sforzi.&nbsp;</p>



<p><em>Quali saranno le attività delle Schiere di Arda alla Festa dell&#8217;Unicorno, nello specifico?</em></p>



<p>Le nostre attività per Vinci saranno diverse: venerdi 20 agosto, alle ore 16:00 presso la nostra postazione stand&nbsp; ci sarà minicorso di Tengwar, e sabato 21, sempre alle 16:00, il minicorso di lingua Elfica, entrambi a cura di<strong> Gianluca Comastri</strong>; domenica 22 invece, dalle 18,30 in poi, ci sarà la Parata tolkieniana, una sfilata in costume delle Schiere di Arda &#8220;Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit&#8221;, con partenza dalla nostra postazione stand. Ma le nostre attività non si fermano a questo, tutti i giorni ci saranno la mostra di costumi e accessori screen accurate (materiale del gruppo), la possibilità di fare foto e video con i membri del gruppo e uno spazio espositivo di&nbsp; opere artistiche tolkieniane con attività di disegno real time, a cura di <strong>Emanuele Manfredi</strong>. Nel frattempo stiamo aspettando anche che altri artisti confermino la loro presenza presso la nostra postazione!</p>



<p><em>[per maggiori informazioni sull&#8217;evento aprite <a href="https://www.facebook.com/events/335831344912203/" data-type="URL" data-id="https://www.facebook.com/events/335831344912203/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>]</em></p>



<p><em>L&#8217;intervista si conclude qui. Grazie davvero per la disponibilità e per averci messi a parte di questa visione della Bellezza del mondo del Professore.</em></p>



<p>Grazie a voi! Dopo questo periodo chiusi nelle nostre case, dopo questo lunghissimo anno e mezzo, penso che la cosa di cui abbiamo bisogno sia proprio la Bellezza: ricominciare guardando sì indietro, ma dando la possibilità al mondo di rinascere.</p>
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		<title>Verso i porti grigi</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2020 07:54:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel 1982 / 1983 composi al pianoforte questo brano, per adesso il più lungo che abbia finito di arrangiare e forse fra i meglio riusciti fra quelli dedicati al mondo di Tolkien. L&#8217;arrangiamento è del 2004. Nel 2018 in occasione delle festività natalizie creai un video &#8211; una raccolta di illustrazioni d&#8217;ispirazione tolkieniana, foto mie&#8230;]]></description>
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<p>Nel 1982 / 1983 composi al pianoforte questo brano, per adesso il più lungo che abbia finito di arrangiare e forse fra i meglio riusciti fra quelli dedicati al mondo di Tolkien. <br>L&#8217;arrangiamento è del 2004.<br></p>



<p>Nel 2018 in occasione delle festività natalizie creai un video &#8211; una raccolta di illustrazioni d&#8217;ispirazione tolkieniana, foto mie e video del telescopio spaziale Hubble &#8211; che grazie a Giovanna Caruso, che me ne ha ricordato l&#8217;esistenza, vorrei riproporvi al termine di questo 2020.</p>



<p>Un anno strano, di disperazione e speranza.</p>



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		<title>Giandil su Tolkieniana Net</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Apr 2017 13:42:27 +0000</pubDate>
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			<h2>Giandil su Tolkieniana Net</h2>
<p>Un giovane, fresco e originale ramingo cantastorie è entrato a Rivendel: <strong>Giandil</strong>, al secolo <strong>Giacomo D&#8217;Alessandro</strong>, classe 1990, è un ragazzo impegnato su più fronti: laureato in comunicazione a Pavia, blogger, cantautore, scrittore, poeta, animatore, volontario, trova anche il tempo di amare <strong>Tolkien</strong> e la <strong>natura</strong>, di collaborare più volte con <em><strong>Giuseppe Festa</strong></em> e i <strong><em>Lingalad</em></strong>, e anche di  realizzare<em><strong> Andata e Ritorno</strong>,</em> un album di 14 canzoni con testi e musica tutt&#8217;altro che banali, <em>&#8220;un viaggio in musica ispirato a Lo Hobbit di Tolkien, con Nani, Elfi, Uomini e Stregoni. La ricerca di un tesoro attraverso terre che rivelano la bellezza della natura&#8221;</em>.</p>

		</div>
	</div>
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			<a href="https://tolkieniana.net/wp/it/rivendell/musica/giandil/" target="_self" class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" width="238" height="300" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2017/04/Giandil-primo-piano-238x300.jpg" class="vc_single_image-img attachment-medium" alt="Giandil su Tolkieniana Net" title="Giandil su Tolkieniana Net" /></a>
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<div class="vc_empty_space"   style="height: 32px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div><div class="textcenter theme-button-wrap wpex-clr"><a href="https://tolkieniana.net/wp/it/rivendell/musica/giandil/" title="Vai alla sezione" class="vcex-button theme-button align-center inline"><span class="theme-button-inner">Vai alla sezione</span></a></div> </div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h2>Andata e Ritorno</h2>
<p>Un disco <strong>composto, suonato, registrato e prodotto</strong> da giovani di Genova, Milano e Monza, tutti (o quasi) sotto i <strong>30</strong> anni; prodotto <strong>a costo zero</strong> con l’apporto volontario di circa <strong>20</strong> tra musicisti e collaboratori; registrato quasi completamente tra case di campagna, montagna e città, ospiti di amici, spostandosi con strumenti e microfoni in vero e proprio <strong>stile viandante</strong> (come ha evidenziato Claudio Cabona su Il Secolo XIX del 22-1-2015); pubblicato come lavoro <strong>indipendente</strong>, con la scelta forte di non depositarlo in SIAE grazie alla tutela alternativa offerta dal portale <strong>Patamu</strong>; un’opera che vede la partecipazione amichevole del musicista e scrittore <strong>Giuseppe Festa</strong> dei Lingalad, tra i più famosi “bardi tolkieniani” in Italia.</p>
<p><em>Andata e Ritorno </em>raccoglie <strong>14 canzoni</strong> composte nel 2012 da <strong><em>Giandil</em></strong><em>, <strong>Giacomo D’Alessandro</strong>,</em> genovese classe 1990, alla sua prima pubblicazione musicale, nata per rievocare le atmosfere del libro <strong>Lo Hobbit</strong> che è stato definito “la più bella <strong>fiaba</strong> del Novecento” e oggi nuovamente alla ribalta grazie alla trilogia cinematografica di Peter Jackson. Un omaggio a <strong>Tolkien</strong> ma soprattutto ai messaggi più attuali e significativi del suo ampio e approfondito lavoro, che continua a tenere banco in tutto il mondo per migliaia di appassionati.</p>
<p>A proporre tutto questo in un sound acustico cantautorale intriso di <strong>folk</strong> ed <strong>irish</strong>, sono insieme a Giandil i <strong>musicisti:</strong></p>
<ul>
<li><strong><em> Guglielmo Cassinelli</em></strong> (mandolino, bouzuki), autore anche di arrangiamenti e registrazioni</li>
<li><em><strong>Jacopo Soler (</strong></em>arrangiamenti e fiati)</li>
<li><em><strong>Mattia Ciuffardi</strong> </em>(percussioni)</li>
<li><em><strong>Maddalena Soler</strong></em> degli <strong><em>Alzamantes</em></strong> (violino)</li>
<li><em><strong>Michele Marino Gallina</strong></em>, autore delle registrazioni al <em>clockworkstudio</em> (Monza) e di editing, mixing e mastering.</li>
</ul>
<p>Hanno inoltre collaborato:</p>
<ul>
<li>al contrabbasso<em> <strong>Fausto Ciapica</strong></em> dei <strong><em>Cartabianca</em></strong></li>
<li>al contrabbasso <em><strong>Roberto Robotti</strong></em></li>
<li>al flauto <em><strong>Dario Gisotti</strong></em> dei <strong><em>Winterage</em></strong></li>
<li>al flauto <em><strong>Giuseppe Festa</strong></em> dei <strong><em>Lingalad</em></strong></li>
<li>alla fisarmonica <em><strong>Stefano Cocorullo</strong></em> degli <strong><em>Used Cars</em></strong></li>
<li>agli archi le <strong><em>Four for Quartet</em></strong></li>
<li>alla chitarra <em><strong>Bacci Del Buono</strong></em></li>
<li>alle voci <em><strong>Rocco Mennella</strong>, <strong>Mariagiulia Mensa</strong>, <strong>Davide Congiu</strong>, <strong>Fabio D’Angelo</strong> e <strong>Alessandro Romi</strong></em> del <strong><em>Teatro Akropolis</em></strong>.</li>
</ul>
<p>Il <strong>disco</strong>, recensito nel libro antologia <strong><em>Tolkien rocks</em></strong> di <strong>Fabrizio Giosué</strong> (Arcana 2015), è disponibile sul <a href="http://andataeritornoinmusica.com" target="_blank"><strong>sito ufficiale</strong></a> e sui principali <em>store</em> online.</p>
<p>L’album è stato finora <strong>presentato</strong> a Genova, Bologna, Verona e Roma.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<title>L&#8217;Arida Brughiera</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Apr 2017 12:05:17 +0000</pubDate>
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			<h3>“L&#8217;Arida Brughiera” (2017)</h3>
<p class="p1"><span class="s1">L&#8217;<em><a href="http://andataeritornoinmusica.com/2017/04/04/online-larida-brughiera-ascoltare/" target="_blank"><strong>Arida Brughiera</strong></a></em> è la <em>track 8</em> di <em><strong>Andata e Ritorno</strong>,</em> la canzone cantata nella casa di Beorn dai Nani, in un momento sospeso del loro viaggio verso la Montagna Solitaria. Provengono da avventure tragiche, da grandi pericoli cui sono sfuggiti per un soffio sulle Montagne Nebbiose. E innanzi a loro si preannuncia ancora più insidiosa la traversata del grande Bosco Atro, che li separa dalla Montagna dei loro avi. Nella canzone fluisce questa cantilena sommessa attorno al camino, una contemplazione vigile, a tratti nostalgica, ma anche determinata ad andare fino in fondo alla storia. Quando ho proposto a Giuseppe Festa di avere una parte da <em>guest</em> nel disco, ha scelto subito questo ritornello, un inno alle stelle, al destino, all’urgenza interiore di ciascun piccolo viandante in cerca del proprio coraggio. La canzone termina con un arpeggio che ricorda il fermarsi di un carillon.</span></p>
<p class="p1" style="text-align: right;"><em>Giandil</em></p>

		</div>
	</div>
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			<a href="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2017/04/Erebor-Med.jpg" target="_self" class="vc_single_image-wrapper vc_box_shadow  vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="169" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2017/04/Erebor-Med-300x169.jpg" class="vc_single_image-img attachment-medium" alt="Erika Takagi - Erebor (L&#039;Arida Brughiera)" title="Erika Takagi - Erebor (L&#039;Arida Brughiera)" /></a>
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	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 32px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div><div  class="vc_wp_custommenu wpb_content_element"><div class="widget widget_nav_menu"><h2 class="widgettitle">Pagine della sezione</h2><div class="menu-giandil-composizione-it-container"><ul id="menu-giandil-composizione-it" class="menu"><li id="menu-item-1664" class="menu-item menu-item-type-post_type menu-item-object-page menu-item-1664"><a href="https://tolkieniana.net/wp/rivendell/musica/giandil/">Giandil</a></li>
<li id="menu-item-1662" class="menu-item menu-item-type-post_type menu-item-object-post menu-item-1662"><a href="https://tolkieniana.net/wp/larida-brughiera/">L&#8217;Arida Brughiera</a></li>
<li id="menu-item-1663" class="menu-item menu-item-type-post_type menu-item-object-post menu-item-1663"><a href="https://tolkieniana.net/wp/sotto-la-collina/">Sotto la Collina</a></li>
<li id="menu-item-1669" class="menu-item menu-item-type-post_type menu-item-object-post menu-item-1669"><a href="https://tolkieniana.net/wp/dove-siete-hobbit/">Dove Siete Hobbit?</a></li>
</ul></div></div></div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
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			<p class="p1"><span class="s1">La tavola di <strong>Erebor</strong> è illustrata da <em><strong><a href="https://www.facebook.com/eriz.jp" target="_blank"><span class="s2">Erika Takagi</span></a></strong></em> per l’occasione. </span></p>
<ul>
<li class="p2">chitarra e voce <em><strong>G</strong><strong>iandil</strong></em></li>
<li class="p2"><span class="s1">flauti e arrangiamenti <em><strong>Jacopo Soler</strong></em></span></li>
<li class="p2"><span class="s1">mandolino <em><strong>G</strong><strong>uglielmo Cassinelli</strong></em></span></li>
<li class="p2"><span class="s1">parte tecnica <em><strong>G</strong><strong>uglielmo Cassinelli</strong></em><em><strong>, Michele Marino Gallina</strong></em></span></li>
<li class="p2">guest voice <em><strong>Giuseppe Festa</strong></em></li>
</ul>

		</div>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column wpb_animate_when_almost_visible wpb_right-to-left right-to-left vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h1 class="p1">L&#8217;Arida Brughiera</h1>
<p class="p1"><span class="s1">Il vento sferzava l’arida brughiera<br />
ma immobili le foglie del bosco,<br />
la notte uguale al giorno, la luce nascondeva<br />
creature che ancora non conosco.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dai monti scivolava come onde di burrasca<br />
gelido vento a scuotere le chiome<br />
e sopra un manto di foglie morte geme ogni frasca<br />
in un lamento sempre più forte.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><i>Dov’è la mia strada,</i><br />
<i>dov’è la stella chiara che possa riportarmi a casa,</i><br />
<i>dove posso andare, uscire o restare,</i><br />
<i>nel labirinto oscuro dell’Atro.</i></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Paludi senza vita e poi canne scosse al vento<br />
le nubi scorrevano cupe<br />
tutto freddo si mostrava il cuore della terra,<br />
dall’acqua alla cima della rupe.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il vento sferzava l’arida brughiera<br />
e fin dentro la tana del drago osò infilarsi<br />
così sporco di fumo corse rapido al mare<br />
a gonfiare vele bianche<br />
e ad argentare la Luna e le stelle<br />
come gemme degli Elfi.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><i>Dov’è la mia strada…</i></span></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
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		<title>Massimo Teodorani su Tolkieniana Net</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Apr 2017 16:00:04 +0000</pubDate>
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			<p>Cosa può avere a che fare con <strong>Tolkieniana Net</strong> un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Teodorani" target="_blank"><strong>astrofisico</strong>, <strong>ricercatore</strong> e <strong>divulgatore scientifico</strong></a> di fama internazionale come <em><strong>Massimo Teodorani</strong>?</em></p>
<p>Sicuramente si può legare alla figura dell&#8217;eroe epico, perché occuparsi di scienza in Italia ricorda molto il ruolo dei Raminghi nella protezione della Contea…<br />
Ma non è solo per questo!</p>
<p>Benvenuto a Rivendell, maestro.</p>

		</div>
	</div>
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			<a href="https://tolkieniana.net/wp/it/rivendell/musica/massimo-teodorani/" target="_self" class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" width="265" height="300" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2017/04/Massimo_RA_Chi-265x300.jpg" class="vc_single_image-img attachment-medium" alt="" title="Massimo Teodorani" /></a>
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<div class="vc_empty_space"   style="height: 32px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div><div class="textcenter theme-button-wrap wpex-clr"><a href="https://tolkieniana.net/wp/it/rivendell/musica/massimo-teodorani/" title="Vai alla sezione" class="vcex-button theme-button align-center inline"><span class="theme-button-inner">Vai alla sezione</span></a></div> </div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h2>Massimo Teodorani su <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Teodorani" target="_blank">Wikipedia</a></h2>
<p>Laureato in astronomia ha successivamente conseguito il dottorato di ricerca in fisica stellare presso il <strong>Dipartimento di Astronomia</strong> dell&#8217;<strong>Università di Bologna</strong> con una tesi osservativo &#8211; interpretativa sulle stelle binarie strette di grande massa.</p>
<p>Ha poi proseguito il suo lavoro di ricerca presso l&#8217;<strong>Osservatorio Astronomico di Capodimonte</strong> occupandosi di stelle di tipo <em>FU Orionis</em> e di altri tipi di variabili eruttive, e presso il <strong>Radiotelescopio dell&#8217;INAF di Medicina</strong> occupandosi della ricerca della riga <em>Maser</em> dell&#8217;acqua a 22 GHz nei pianeti extra-solari, nelle comete e in alcune proto-stelle eruttive, e collaborando al Progetto <strong>SETI</strong>.</p>
<p>Più di recente ha insegnato fisica come professore incaricato presso la <strong>Facoltà di Medicina e Chirurgia</strong> dell&#8217;<strong>Università di Bologna</strong>, per il corso di master in &#8220;<strong>Medicine Non Convenzionali</strong>&#8220;, e presso Campus Universitari (Dip. Fisica Univ. Torino). In parallelo, con molta notorietà soprattutto all&#8217;estero, ha condotto ricerche pionieristiche sulla fisica delle anomalie atmosferiche come quella nella <strong>valle di Hessdalen</strong> (le cosiddette <i>luci di Hessdalen</i>), in Norvegia, dove come direttore scientifico ha svolto diverse missioni strumentali sul campo. Da diversi anni svolge a tempo pieno proprio questo tipo di ricerche, che lo hanno portato a compiere ulteriori missioni anche in Arizona e in Canada e che tuttora gli fanno svolgere l&#8217;incarico di consigliere scientifico a favore di alcuni centri di ricerca all&#8217;estero, soprattutto allo scopo di esplorare a fondo alcuni aspetti ancora insoluti della fisica.</p>
<p>È membro del <strong>NARCAP</strong>, nell&#8217;ambito del quale come &#8220;research associate&#8221; si occupa dello studio scientifico del cosiddetto &#8220;fenomeno UFO&#8221;. Al contempo si occupa delle nuove vie del Progetto SETI.</p>
<p>Oltre che per le numerose interviste ricevute sia in Italia che all&#8217;estero, è anche noto al grande pubblico per i suoi libri di divulgazione scientifica soprattutto sugli aspetti esplorativi della scienza (con un interesse particolare per il fenomeno dell<em>&#8216;entanglement</em> quantistico e per gli aspetti fisici legati al fenomeno degli &#8220;UFO&#8221;) e per le sue conferenze sia su questo tema (una molto importante tenuta nel Luglio del 2010 al Parlamento Europeo di Strasburgo) che su argomenti più convenzionali di fisica e astronomia.</p>
<p>Massimo Teodorani è un sostenitore dell&#8217;apertura mentale in scienza ma senza venire mai meno al rigore metodologico e alla razionalità che essa ancor più richiede proprio quando si esplorano argomenti scientifici di frontiera. Assieme alla collega <em><strong>Gloria Nobili</strong></em> ha messo a punto il progetto di istituire corsi universitari a indirizzo fisico specificamente indirizzati allo studio delle anomalie. Al contempo è un grande critico della cosiddetta &#8220;new Age&#8221; e degli aspetti fasulli, misticheggianti e acritici con cui il &#8220;fenomeno UFO&#8221; è stato purtroppo trattato a livello popolare.</p>
<p>Anche come metro di paragone con le anomalie aeree che correntemente studia (UFO vs. IFO), conosce estremamente bene anche la tecnologia aerospaziale e avionica, avendo messo in piedi lui stesso nell&#8217;arco di molti anni un&#8217;enciclopedia fotografica digitale su questo specifico argomento, strutturata in 25 volumi e oltre 40.000 diapositive. Da tempo si occupa anche di musica elettronica, componendo molti pezzi con lo pseudonimo di <em><strong>Totemtag</strong></em>.</p>
<ul>
<li>Massimo Teodorani su <a href="https://www.macrolibrarsi.it/autori/_massimo_teodorani.php" target="_blank"><em><strong>Macrolibrarsi</strong></em></a></li>
<li>Massimo Teodorani su <a href="http://www.scienzaeconoscenza.it/blog/autori/massimo-teodorani" target="_blank"><em><strong>Scienza e Conoscenza</strong></em></a></li>
<li>Massimo Teodorani su <a href="https://www.ibs.it/libri/autori/Massimo%20Teodorani" target="_blank"><em><strong>IBS</strong></em></a></li>
<li>Massimo Teodorani su <a href="https://www.ibs.it/libri/autori/Massimo%20Teodorani" target="_blank"><em><strong>Il Giardino dei Libri</strong></em></a></li>
</ul>

		</div>
	</div>
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		<title>Marco Lo Muscio su Tolkieniana Net</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Mar 2017 15:50:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
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		<category><![CDATA[Artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Lo Muscio]]></category>
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			<p><span style="font-size: medium;">È con grande piacere che annunciamo la presenza su <em><strong>Tolkieniana Net</strong></em>, a partire da oggi, del&#8217;organista, pianista e compositore <strong><em>Marco Lo Muscio</em>.</strong></span></p>
<p>L&#8217;estremo interesse nell&#8217;utilizzo di uno strumento come l&#8217;organo nella musica ispirata alla Terra di Mezzo (d&#8217;altronde, come si potrebbe limitare un intero mondo a pochi strumenti o, peggio, a un solo stile musicale) si sposta con l&#8217;indubbio virtuosismo dell&#8217;esecutore in musiche fuori dallo spazio e dal tempo. Ma ci sono anche altre ghiotte sorprese…</p>
<p>Benvenuto a Rivendell, maestro.</p>

		</div>
	</div>
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			<a href="https://tolkieniana.net/wp/it/rivendell/musica/marco-lo-muscio/" target="_self" class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="225" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2017/03/maxresdefault-300x225.jpg" class="vc_single_image-img attachment-medium" alt="Marco Lo Muscio" title="Marco Lo Muscio" /></a>
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<div class="vc_empty_space"   style="height: 32px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div><div class="textcenter theme-button-wrap wpex-clr"><a href="https://tolkieniana.net/wp/it/rivendell/musica/marco-lo-muscio/" title="Vai alla sezione" class="vcex-button theme-button align-center inline"><span class="theme-button-inner">Vai alla sezione</span></a></div> </div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<h2><a href="http://www.marcolomuscio.com/curriculum.htm" target="_blank">Curriculum</a> di Marco Lo Muscio</h2>
<p><span style="font-family: helvetica;"><strong>Marco Lo Muscio</strong> è nato a Roma il 23 ottobre 1971 ed è tra i più poliedrici musicisti della sua generazione: organista, pianista e compositore. Marco Lo Muscio collabora per concerti e registrazioni con artisti rinomati come Kevin Bowyer, David Jackson (Van Der Graaf Generator), John e Steve Hackett (Genesis).</span></p>
<p class="Stile3" align="justify"><span style="font-family: helvetica;"><span class="Stile1"><span class="Stile4">Si è laureato in pianoforte <em>“<a href="http://www.marcolomuscio.com/images/curriculum/Laureapianoprogramma.jpg" target="_blank"><b>Cum Laude</b></a>”</em> al Conservatorio &#8220;Licinio Refice&#8221; sotto la guida del M° Tonino Maiorani, e si è perfezionato (3 anni) con il grande pianista Sergio Fiorentino (1927-1998), ottenendo il <strong><a href="http://www.marcolomuscio.com/images/curriculum/dottoratopiano.jpg" target="_blank">diploma di Alto perfezionamento</a></strong>  a pieni voti all&#8217;accademia &#8220;Bartolomeo Cristofori&#8221;. Si è laureato in Pedagogia <b><em>“</em></b><a href="http://www.marcolomuscio.com/files_vari/tesi.doc" target="_blank"><b><em>Cum Laude</em></b></a><b><em>”</em></b> sotto la guida del prof. Giulio Sforza all&#8217;università di &#8220;Roma Tre&#8221; (tesi su Keith Jarrett e Glenn Gould),e si è perfezionato in organo con il prof. James Edward Goettsche<strong> (Organista titolare della </strong><strong>Basilica </strong><strong>di S. Pietro in Vaticano)</strong>.</span></span><span class="Stile3"><br />
</span></span></p>
<p class="Stile3" align="justify"><span style="font-family: helvetica;">Marco Lo Muscio ha al suo attivo più di <strong>700 concerti </strong>tenuti in alcune delle cattedrali e sale da concerto più rinomate come: <strong>Inghilterra: </strong>Cambridge <em>“King&#8217;s, St. John&#8217;s e Queens&#8217; College Chapels”; </em>Oxford “<em>Exeter e Queens&#8217; College Chapels</em>”; Temple Church, Methodist Concert Hall e Cattedrali di Westminster e di St. Paul&#8217;s a Londra; Hull City Hall, chiesa di San Martino a Salisbury e nelle Cattedrali di Canterbury, Lincoln, Lichfield, Chester, Blackburn, Rochester, Gloucester, Truro, St. David e Sheffield; Festival in the Shire (dedicato a Tolkien) nel Galles. <strong>Russia: </strong>“<em>Grand Hall of the Philharmonia  Shostakovic</em>” in San Pietroburgo; Glinka Capella in San Pietroburgo; Svetlanov Hall (House of the Music), Cattedrale di Santa Maria, Gnessin Academy, Glinka Museum e Chiesa Battista a Mosca; Volgograd (Stalingrado) Philharmonic Hall; nelle Organ Halls in Chelyabinsk, Ufa, Perm, Ekaterinburg, Archangelsk, Kondopoga, Dubna, Kislovosk, Kirov,ecc&#8230;; <strong>America: </strong>New York (St. Thomas Church &#8211; Fifth Avenue, Central Synagogue in Manhattan and Barnard College), Boston (Trinity Church), Chicago (St. John Cantius), Washington (National City Christian Church), Milwaukee (Cathedral, St. Cyril and Methodius); <strong>Paesi Baltici: </strong>Cattedrale di Riga (Lettonia) “Riga Dom Festival”; Vilnius (Lituania) “Christopher Summer Festival”; Tallinn (Estonia) “International Organ Festival”. <strong>Finlandia: </strong>Helsinki “Church of Rock”, Tyyki Jazz Festival, e cattedrali di Turku, Lahti e Mikkeli. <strong>Scozia: </strong>nella Cattedrale di St. Giles in Edimburgo e nella Memorial Chapel dell&#8217;università di Glasgow. <strong>Svizzera: </strong>a Zurigo nella Cattedrale di St. Peter e Paul e nel museo dell&#8217;organo Hammond. <strong>Danimarca: </strong>Copenhagen nella Holmens Kirke (la chiesa della Regina di Danimarca) e Sorø International Music Festival. <strong>Norvegia: </strong>Bergen Organ summer festival nella Maria e nella Johannes Kirken; Oslo: Røa Kirke International Festival ed Istituto italiano di cultura; Cattedrale di Molde. <strong>Svezia: </strong>Cattedrali di Götheborg e Uppsala. <strong>Germania: </strong>a Lipsia nella Nikolai Kirche, a Wiesbaden nella Markt Kirche e St. Bonifatius Kirche, nella Cattedrale di Magdeburgo, Landsberg Festival, nella chiesa di San Gabriele e dello Spirito Santo a Monaco, Ingolstadt, Pforzheim, Immenstadt, Fussen, . <strong>Polonia: </strong>“Danzica (Oliwa) e Frombork Festivals”; <strong>Francia</strong> (Strasburgo, S. Räphael, Obernai, Parigi). Ed ancora: in <strong>Islanda</strong>, <strong>Belgio</strong>, <strong>Palma de</strong> <strong>Mallorca</strong>, <strong>Ucraina</strong>,<strong>Portogallo</strong>, <strong>isole Åland </strong>XXXI International organ festival,<strong>isola di</strong> <strong>Bornholm</strong>, nell&#8217;università di <strong>Siviglia</strong>, nella Chiesa di S. Nicola a <strong>Praga</strong>. <strong>Vaticano: </strong>Basilica di San Pietro, Cappella Clementina e chiesa del cimitero teutonico alla presenza di Papa <em>Giovanni Paolo II. </em><strong>Italia</strong>: a Roma: I.U.C. “Aula Magna dell&#8217;università la Sapienza”, nel Pantheon, Palazzo Barberini, teatro Marcello, Villa Torlonia, nella basilica di San Paolo fuori le mura, St. Paul dentro le mura, ecc&#8230;; Festival Pontino e Festival Euro Mediterraneo; Firenze (chiesa di S. Maria dei Ricci, e S. Stefano al Ponte Vecchio), La Verna International Organ Festival, Cattedrale e Palazzo Piccolomini di Pienza (con Mario Luzi), “Dusk Day 2008” nella Cattedrale di Orvieto, Abbazia di S. Antimo, Cantù International Organ Festival, Fano e Porto San Giorgio internationals organ Festivals, Sentieri Tolkieniani Festival in Piemonte, Politeatro a Milano, Festival nella Valsesia, ecc…</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Le sue registrazioni sono state trasmesse alla BBC, RAI TV, SAT TV2000, Radio Vaticana, TV Russia, BR Classik, ecc&#8230;Importante il lavoro di collaborazione con i progetti della rivista Colossus ad Helsinki ed editi dalla Musea Records. Marco ha partecipato registrando le sue musiche ai seguenti dischi: “Cani arrabbiati”, “Dante: Paradiso, Divina Commedia Libro III”, “Omero: Iliade”, “Racconti di Edgar Allan Poe”, “Decamerone di Boccaccio”, “Omaggio ai Flower Kings”.</span></p>
<p><span style="font-family: helvetica;">Le musiche di Marco Lo Muscio sono state eseguite in tutto il mondo (Europa, Russia, America, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Singapore) ed interpretate da alcuni dei più rinomati musicisti: <strong>Christopher Herrick, Thomas Trotter, John Hackett, Kevin Bowyer, David Briggs, John Scott, Roger Sayer, Stephen Farr, Andrew Canning, Aivars Kalejs, Alessandro Bianchi, Massimo Nosetti, Martin Setchell, Michael Eckerle, Willibald Guggenmos, Fredrik Sixten, Johannes Skudlik, Carson Cooman, Colin Walsh, Andrea Padova, David Jackson, ecc&#8230; </strong>Molti compositori gli hanno dedicato le proprie composizioni: Andreas Willscher, Carson Cooman, Steve Hackett, John Hackett, Grimoaldo Macchia, Carlotta Ferrari, ecc&#8230; I CDs di Marco sono stati trasmessi alla Radio Vaticana, BBC, TV2000, TV Russia, ecc&#8230; Marco si è specializzato non solo nel repertorio classico ma le sue trascrizioni ed arrangiamenti di Jazz contemporaneo e Progressive lo hanno portato in contatto con grandi nomi storici del calibro di Rick Wakeman, Keith Emerson, David Jackson, John e Steve Hackett. Da questi contatti sono nati album come &#8220;The Book of Bilbo and Gandalf&#8221; (dedicato a Tolkien) ed il suo ultimo CD “Playing the History” registrato insieme a John e Steve Hackett e David Jackson. Dal 2004 Marco è il Direttore Artistico dell&#8217; “International Organ Summer Festival in Rome”. Nel 2013 ha iniziato a collaborare e registrare per la famosa etichetta inglese “Priory Records” nella collana “Great European Organs”.</span></p>
<ul>
<li>Marco Lo Muscio su <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marco_Lo_Muscio" target="_blank"><em><strong>Wikipedia</strong></em></a> (inglese)</li>
<li>Marco Lo Muscio su <a href="https://www.facebook.com/lomusciomarco" target="_blank"><em><strong>Facebook</strong></em></a></li>
<li>Marco Lo Muscio su <a href="https://itunes.apple.com/it/artist/marco-lo-muscio/id289857919" target="_blank"><em><strong>Apple Music</strong></em></a></li>
</ul>

		</div>
	</div>
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		<title>Beren &#038; Lúthien Deluxe Edition</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Mar 2017 16:33:15 +0000</pubDate>
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			<p>Mirrored from <strong><a href="http://www.tolkien.co.uk/product/9780008214203/Beren+and+L%C3%BAthien+" target="_blank">THE OFFICIAL ONLINE BOOK SHOP</a>.</strong></p>
<p>The tale of Beren and Lúthien was, or became, an essential element in the evolution of The Silmarillion, the myths and legends of the First Age of the World conceived by J.R.R. Tolkien. Returning from France and the battle of the Somme at the end of 1916, he wrote the tale in the following year.</p>
<p>Essential to the story, and never changed, is the fate that shadowed the love of Beren and Lúthien: for Beren was a mortal man, but Lúthien was an immortal Elf. Her father, a great Elvish lord, in deep opposition to Beren, imposed on him an impossible task that he must perform before he might wed Lúthien. This is the kernel of the legend; and it leads to the supremely heroic attempt of Beren and Lúthien together to rob the greatest of all evil beings, Melkor, called Morgoth, the Black Enemy, of a Silmaril.</p>
<p>In this book Christopher Tolkien has attempted to extract the story of Beren and Lúthien from the comprehensive work in which it was embedded; but that story was itself changing as it developed new associations within the larger history. To show something of the process whereby this legend of Middle-earth evolved over the years, he has told the story in his father&#8217;s own words by giving, first, its original form, and then passages in prose and verse from later texts that illustrate the narrative as it changed. Presented together for the first time, they reveal aspects of the story, both in event and in narrative immediacy, that were afterwards lost.</p>

		</div>
	</div>
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			<h4 class="productName">BEREN AND LÚTHIEN</h4>
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<div><span id="product_price">£75.00</span></div>
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<div class="productAttribute"><label>Pages: </label>288</div>
<div class="productAttribute"><label>Format: </label>Hardback</div>
<div class="productAttribute"><label>Author: </label>J. R. R. Tolkien, Illustrated by Alan Lee, Edited by Christopher Tolkien</div>
<div class="productAttribute"><label>Published Date: </label>01/06/2017</div>
<div class="productAttribute"><label>ISBN: </label>978-0-00-821420-3</div>
<div class="productAttribute"><label>Detailed Edition: </label>Deluxe Slipcase edition</div>
</div>
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		<title>Beren &#038; Lúthien Deluxe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Mar 2017 16:13:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
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			<p>Quale miglior notizia per il <strong>Tolkien Reading Day</strong> (a proposito, speriamo che abbiate <a href="http://www.tolkienreadingday.net/" target="_blank"><strong>registrato</strong></a> le vostre intenzioni di lettura) della prossima uscita di un&#8217;edizione deluxe di <em><strong>Beren e Lúthien</strong>?</em></p>
<p>Il prezioso tomo (75 sterline, ma apparentemente le vale tutte), curato da <em><strong>Christopher Tolkien</strong></em> e illustrato da <em><strong>Alan Lee</strong></em>, si presenta in un cartonato rigido con fodera in verde scuro, ornato lateralmente da un simbolo in oro: forse un disegno inedito dello stesso Tolkien?</p>
<p>È possibile pre-ordinare <a href="http://www.tolkien.co.uk/product/9780008214203/Beren+and+L%C3%BAthien+" target="_blank"><strong>qui</strong></a> l&#8217;edizione inglese.<br />
Chissà se ci sarà un&#8217;altrettanto bella edizione italiana…</p>

		</div>
	</div>
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			<ul>
<li class="productAttribute"><span style="font-size: 12px;"><em><label>Pagine: </label></em>288</span></li>
<li class="productAttribute"><span style="font-size: 12px;"><label><em>Formato:</em> Copertina rigida</label></span></li>
<li class="productAttribute"><span style="font-size: 12px;"><em><label>Autore: </label></em>J. R. R. Tolkien</span></li>
<li class="productAttribute"><span style="font-size: 12px;"><em>Curatore: C.</em> Tolkien</span></li>
<li class="productAttribute"><span style="font-size: 12px;"><em>Illustratore:</em> Alan Lee</span></li>
<li class="productAttribute"><span style="font-size: 12px;"><label><em>Data:</em> </label>01/06/2017</span></li>
<li class="productAttribute"><span style="font-size: 12px;"><em><label>ISBN: </label></em>978-0-00-821420-3</span></li>
<li class="productAttribute"><span style="font-size: 12px;"><label><em>Descrizione:</em> Edizione Foderata di Lusso</label></span></li>
</ul>

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</div></div></div></div>
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		<title>Major exhibition in 2018 to explore JRR Tolkien&#8217;s vast creative genius</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 13:12:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2017]]></category>
		<category><![CDATA[2018]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid wpb_animate_when_almost_visible wpb_bottom-to-top bottom-to-top"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>Mirrored from <strong><a href="http://www.bodleian.ox.ac.uk/news/2017/mar-17" target="_blank"><em>Bodleaian Library</em></a>, Oxford.</strong></p>
<p><strong>The creative genius of JRR Tolkien will be the focus of a major new exhibition opening at the University of Oxford&#8217;s Bodleian Libraries in 2018.</strong></p>
<p><strong><em>Tolkien: Maker of Middle-earth</em></strong> will explore the full breadth of Tolkien&#8217;s unique literary imagination from his creation of Middle-earth, the imagined world where <em>The Lord of the Rings</em>, <em>The Hobbit</em> and his other works are set, to his life and work as an artist, poet, medievalist and scholar of languages.</p>
<p>For the first time since the 1950s, an unprecedented array of Tolkien materials from the UK and the USA will be reunited in Oxford and displayed together in this seminal exhibition. Tolkien: Maker of Middle-earth will feature Image of Bilbo comes to the huts of the Raft-elves, MS. Tolkien Drawings 29, copyright the Tolkien Estate Limited 1937manuscripts, artwork, maps, letters and artefacts from the Bodleian&#8217;s extensive Tolkien Archive, the Tolkien Collection at Marquette University in the USA and from private collections.</p>
<p>The exhibition will take visitors beyond what they may already know about this extraordinary author and will delight both Tolkien fans as well as scholars, families and visitors of all ages. It will examine the scholarly, literary, creative and domestic worlds that influenced Tolkien as an author and artist, allowing visitors to engage with his works as never before.</p>

		</div>
	</div>
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			<a class="" data-lightbox="lightbox[rel-1479-520921049]" href="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2017/03/Duke_Humfreys_Library-1024x762.jpg" target="_self" class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" width="980" height="729" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2017/03/Duke_Humfreys_Library-1024x762.jpg" class="vc_single_image-img attachment-large" alt="" title="La biblioteca del Duca di Humfrey&#039;s all&#039;interno della Biblkioteca Bodleiana di Oxford" /></a>
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			<a href="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2017/03/756x429_Hobbitdustjacket.jpg" target="_self" class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="170" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2017/03/756x429_Hobbitdustjacket-300x170.jpg" class="vc_single_image-img attachment-medium" alt="" title="756x429_Hobbitdustjacket" /></a>
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			<p>Tolkien may be best known today as the author of The Lord of the Rings but during his lifetime he was chiefly known as a scholar of Old and Middle English and a philologist intimately concerned with the creation of language. He was also a devoted husband and father of four children for whom he created stories for pleasure.</p>

		</div>
	</div>
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			<p>Visitors will also be introduced to the vast spectrum of Tolkien&#8217;s creative and scholarly output ranging from his early abstract paintings in The Book of Ishness to the metrical brilliance of his poem Errantry and the touching tales he wrote for his children. The spectacular range of objects on display will include original manuscripts of his popular classics as well as lesser-known and posthumous works and materials, some of which will be on public display for the very first time.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div><div class="wpb_column wpb_animate_when_almost_visible wpb_right-to-left right-to-left vc_column_container vc_col-sm-6"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<a href="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2017/03/400x506_Bilbo.jpg" target="_self" class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" width="237" height="300" src="https://tolkieniana.net/wp/wp-content/uploads/2017/03/400x506_Bilbo-237x300.jpg" class="vc_single_image-img attachment-medium" alt="" title="400x506_Bilbo" /></a>
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			<h4>Exhibition highlights include:</h4>
<ul>
<li>Draft manuscripts of <em>The Hobbit</em> showing the evolution of the story displayed alongside striking watercolours, dust jacket designs, line drawings and maps drawn for the publication</li>
<li>Original manuscripts of <em>The Lord of The Rings</em> along with dust jacket designs and beautiful watercolours</li>
<li>Original manuscripts of <em>The Silmarillion</em>, Tolkien&#8217;s very earliest work on the legends of the elves, which was unfinished during his lifetime and was published posthumously by his son and literary executor, Christopher Tolkien</li>
<li>Photos and letters from Tolkien&#8217;s childhood and student days exploring themes of love, loss and war</li>
<li>Letters of appreciation from a wide range of admirers including poet WH Auden, singer Joni Mitchell and author Iris Murdoch</li>
<li>Personal objects that belonged to Tolkien including his art materials (boxes of paints, coloured pencils and sealing wax) and his personal library</li>
<li>A selection of Middle-earth maps including a rare map annotated by Tolkien, which was acquired by the Bodleian in 2016</li>
<li>A specially-commissioned 3-D map of Middle-earth</li>
</ul>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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		<div class="wpb_wrapper">
			<p>The exhibition will be accompanied by a richly illustrated book, <em><strong>Tolkien: Maker of Middle-earth</strong></em> to be published by <strong>Bodleian Library Publishing</strong> on <span style="text-decoration: underline;">25 May 2018</span>. This new publication will celebrate Tolkien as a scholar, artist and author, using his own words, drawings and designs to introduce readers to the huge creative endeavour which lies behind his enduring success. Featuring stunning images of his manuscripts, drawings, maps and letters, the book will trace the creative process behind Tolkien&#8217;s well-known literary works while also exploring the surprising range of his creative imagination.<br />
The Bodleian Libraries houses the largest collection of original Tolkien manuscripts and drawings in the world. The Tolkien Archive has been kept at the Bodleian since 1979. The latest addition to the archive is a rare map of Middle-earth annotated by JRR Tolkien, which was acquired in May 2016. Tolkien spent almost the whole of his adult life in Oxford and it is the city where studied, taught, researched and wrote his most famous works.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><strong>Image credits, top to bottom:</strong></p>
<p><sup><em>The Hobbit</em> dust jacket, MS. Tolkien Drawings 32<br />
© The Tolkien Estate Limited 1937</sup></p>
<p><sup><em>Bilbo comes to the huts of the Raft-elves</em>, MS. Tolkien Drawings 29<br />
© The Tolkien Estate Limited 1937</sup></p>
<p><sup><em>The Shores of Faery</em>, MS. Tolkien Drawings 87, fol. 22r<br />
© The Tolkien Trust 1995</sup></p>
<p><sup><em>Conversation with Smaug</em>, MS. Tolkien Drawings 30<br />
© The Tolkien Estate Limited 1937</sup></p>

		</div>
	</div>
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