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Intervista a Veronica Stima – Le Schiere di Arda

di Benedetta Lolli


Per quanto riguarda gli Hobbit della Contea, di cui tratta questo nostro racconto, essi erano, nei tempi di pace e di benessere, un popolo allegro e spensierato; portavano vestiti di colori vivaci, preferendo il giallo ed il verde, ma calzavano raramente scarpe…

(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Prologo: A proposito degli Hobbit, traduzione di Vittoria Alliata di Villafranca, Bompiani, 2004)

Tutto quello che l’ignaro Bilbo vide quel mattino era un vecchio con una bacchetta magica. Aveva un alto cappello blu a punta, un lungo mantello grigio, una sciarpa argentea sulla quale la lunga barba bianca ricadeva fin sotto la vita, e immensi stivali neri…

(J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit, cap. I, traduzione di Elena Jeronimidis Conte, Adelphi, 1989)

“Il vecchio Bombadil era un tipo assai allegro;stivali gialli aveva e la giacca color cielo, cinture e brache in cuoio, colore verde prato;sul cappello una piuma che a un cigno aveva strappato…”.

(J.R.R. Tolkien, Le avventure di Tom Bombadil, traduzione di Isabella Murro, Bompiani, 2008)

Potremmo continuare a lungo: quante volte, leggendo il Legendarium, ci siamo imbattuti nelle descrizioni dei suoi personaggi? Estremamente accurate e precise, ricche di poesia e particolari, hanno dato forma alla Terra di Mezzo e ai suoi abitanti nella nostra immaginazione. Forse siamo persino arrivati a chiederci come avremmo potuto prendere parte al mondo di Arda, in qualche modo. Per molti di noi, può essere che questo pensiero si sia acuito, dopo le trasposizioni cinematografiche di Peter Jackson delle opere del Professore, fino a domandarsi come potrebbe essere vivere anche solo un giorno nel mondo creato da Tolkien. 

Abbiamo pensato di parlarne con Veronica Stima, ideatrice del gruppo di costuming Le Schiere di Arda: ci siamo fatti raccontare gli scopi, i legami con le opere del Professore e con i film di Jackson, gli eventi in programma e cosa stia alla base di questo ambizioso progetto.

Ringraziamo Veronica e vi auguriamo buona lettura!


Salve Veronica. Come e soprattutto perché è nato il gruppo “Le Schiere di Arda”?

Veronica Stima e Gianluca Comastri

Salve, e grazie per l’invito! Dunque, l’idea non è stata solo mia ma, insieme a Vasco, Camilla e Stefania (gli attuali amministratori del gruppo) da molti anni volevamo costruire un progetto di costuming sull’universo tolkieniano, che operasse sì a livello internazionale, ma soprattutto a livello nazionale, in cui uno dei punti fondamentali fosse la qualità estrema nella cura e nell’aderenza nel singolo costume, un reenactment vero e proprio. Abbiamo scelto di chiamare il gruppo “Le Schiere di Arda” perché racchiudesse sia tutto il mondo di Arda creato e raccontato da Tolkien, sia quello proposto e ricostruito negli adattamenti cinematografici e nelle serie televisive, a partire dal Silmarillion fino ad arrivare al Signore degli Anelli. Citare solo la Terra di Mezzo dispiaceva, sembrava di voler distinguere a livello di importanza un’opera corale e unitaria che costituisce un unico mondo. In più, il riferimento alle “Schiere” è legato all’idea di persone che entrano a far parte di un’armata di costuming completa, in cui al di là dei costumi del “lato bianco”, i popoli liberi, ci sarà anche la presenza delle schiere dell’ombra, che racchiudono anche le legioni oscure.

Ha parlato delle Schiere di Arda come un gruppo legato a un progetto di costuming: che differenza c’è con il cosplaying? 

Il cosplaying è incentrato sul voler interpretare un personaggio, ma aggiungendo qualcosa di proprio: potremmo dire che è più personalizzabile, ci sono più deroghe legate al gusto e alla personalità del cosplayer rispetto all’aderenza al personaggio interpretato. Il costuming prevede un’accuratezza e una somiglianza il più vicina possibile al 100%, che passa per l’uso di copie reali dei costumi dei film, l’uso di parrucche e lenti a contatto… la somiglianza fisica è un fattore molto importante!

Cosa aggiunge il costuming all’essere un appassionato di Tolkien?

Domanda difficile! L’appassionato di Tolkien è già completo. Potremmo dire che il costuming dà una nuova sfaccettatura: è anche un modo per fare emergere la creatività, sia quella che sta nel singolo che quella propria degli artisti, e portarla agli altri, come abbiamo fatto ad esempio con la mostra dei costumi (a cura di Veronica) o delle armature (a cura di Vasco) del Signore degli Anelli. Le persone che vogliono fare costuming in primo luogo lo fanno per stare con gli amici con cui condividono una passione e perché è un modo per evadere dalla vita di tutti i giorni. 

Essere appassionati di Tolkien è già una prerogativa in sé: accostarsi al Professore non è sempre facile e forse non è nemmeno per tutti, ci sono insegnamenti fondamentali che bisognerebbe conoscere e far conoscere perché non tutti li hanno afferrati.

Quali sono gli scopi del gruppo?

Il nostro scopo principale è divertirci e far divertire il pubblico, passando e facendo passare belle giornate con ricordi positivi da custodire, soprattutto dopo un periodo come quello che abbiamo passato nell’ultimo anno e mezzo. Siamo ancora pochi ma siamo accomunati dall’amore per Tolkien, c’è sempre spazio per il confronto e per battibecchi costruttivi! Siamo più o meno tutti usciti da ambienti (non solo tolkieniani) in cui ripicche e rivalse avevano logorato il contesto: uno dei nostri propositi è la ricerca di armonia e rispetto (come insegna il Professore stesso, tra l’altro!),  il lavoro per un bene comune, lavorare per costruire qualcosa insieme, con convivialità, da portare negli anni a venire.

Cosa vi ha spinti ad entrare nella comunità dei Tolkieniani Italiani?

Conosco da anni gli admin, anche personalmente: io e mio marito Gianluca (che ne fa parte) ci sentiamo molto affini al gruppo. Ci sentiamo spesso nei diversi canali e, anche se non siamo molti e nonostante il Covid-19, abbiamo trovato punti di incontro durante diverse esperienze di vita: in fondo, penso siamo persone diverse ma con un punto fisso in comune da portare nel vivere la vita di tutti i giorni.

Come si entra a far parte delle Schiere di Arda?

Abbiamo un regolamento piuttosto restrittivo, scegliamo tra le persone che fanno richiesta tramite e-mail: abbiamo anche una pagina Facebook su cui si trovano tutte le notizie a questo riguardo in un album dedicato. Alla richiesta deve essere allegata una fotografia del costume: si viene giudicati da me per i costumi generali, da Camilla per il personaggio di Galadriel nello specifico e da Vasco per quel che riguarda le legioni oscure. I punti fondamentali che devono essere menzionati sono la composizione del costume e come è stato realizzato, così che possiamo magari riferire su eventuali errori e così via. Se la richiesta viene approvata, si entra a far parte delle Schiere di Arda. Esistono tre livelli, argento, oro e mithril.

Il livello argento si ottiene se i costumi sono validi, ma presentano qualche differenza con l’originale: per dire, anche il mio costume di Eowyn si collocava in questo range perché presentava alcune differenze… ma il livello assegnato in partenza non è fisso, anzi! E’ sempre possibile fare un upgrade al livello successivo, apportando miglioramenti. 

Il livello oro si assegna nel caso di un lavoro davvero ottimo, in cui tutto corrisponde all’originale.

Il livello mithril, il più alto, è solo per chi ha già raggiunto il livello oro ma, in più, assomiglia anche fisicamente al personaggio che ha deciso di interpretare. 

La suddivisione in livelli è importante perché in questo modo riusciamo a gestire la priorità per sfilate e parate: la resa scenica è sempre differente e, anche per questo motivo, cerchiamo persone più simili possibili.  Fare l’upgrade, in più, dà l’opportunità ai membri del gruppo di accedere a eventi con un numero ristretto di partecipanti.

L’iscrizione alle Schiere di Arda non ha costo, è gratuita: già il costuming ha di per sé un prezzo elevato, e, per quanto possibile, sarebbe bello che le persone potessero godersi l’evento senza dover pagare ulteriormente.

Una delle cose più belle penso sia far conoscere la Bellezza, ciò che ha fatto e scritto Tolkien… trovo splendido che anche dopo decenni faccia ancora scaturire ispirazioni diverse da persona a persona: chi è ispirato sul lato artistico, chi, come ad esempio mio marito Gianluca, dalle lingue elfiche… è meraviglioso. In fondo penso che quello che si fa sia cercare di ispirare le persone, come lo stesso Professore ci ha insegnato.

Cosa pensa degli adattamenti cinematografici?

In realtà penso che la mia posizione cambi di anno in anno, ogni volta che riguardo i film, ci sono sempre nuovi dettagli che spuntano all’occhio o punti di vista diversi che magari all’inizio non erano stati considerati! Il mio focus sono ovviamente i costumi, conosco la storia e trovo che, nonostante le critiche, sia davvero stata resa molto bene per il grande schermo. Da costumista posso capire le esigenze di scena rispetto a ciò che si trova (o che ci si immaginerebbe) leggendo i libri: in un’epopea del genere, qualcosa scappa per forza, non può starci tutto. Posso dire che sono molto soddisfatta, assolutamente, anche a distanza di anni, soprattutto per quel che riguarda Il Signore degli Anelli: penso che Peter Jackson sia stato un vero maestro. Se devo dire la verità, un po’ meno per quanto concerne Lo Hobbit, ma forse molto dipende anche dal passaggio di consegne tra Guillermo del Toro e Jackson: quando ci si trova a dover lavorare su un prodotto ideato da altri è sempre più difficile e complesso.

Per quel riguarda i costumi disegnati e realizzati per gli adattamenti cinematografici, nello specifico… Ngila Dickson (la costumista della Trilogia del Signore degli Anelli) ha fatto un lavoro eccelso! Personalmente,  dopo anche anni di evoluzione professionale, ho trovato magari un po’ di esagerazione nel vestire personaggi minori e viceversa… ma il punto di vista finale è che ha vinto l’Oscar, quindi ha ragione lei!

A fine mese rivedremo al cinema i film della Trilogia del Signore degli Anelli: parteciperete in qualche modo come gruppo o avete in programma eventi al riguardo?

In occasione della rimessa al cinema della trilogia, al momento non abbiamo in programma eventi legati alla  proiezione. Siamo un gruppo ancora nuovo! Anche se abbiamo già un punto fermo da raggiungere, non disponiamo di tanti membri sul territorio, perciò per il momento stiamo lavorando con tutte le nostre energie al debutto del gruppo in quel di Vinci in occasione della Festa dell’Unicorno ad Agosto 2021.

Cosa riserva il futuro alle “Schiere di Arda”?

Dunque, di sicuro progetti ambiziosi! Di sicuro, vorremmo continuare con il gruppo di costuming e cercare anche nuovi collaboratori, ma il sogno è organizzare e costruire un Tolkien Village, ricostruendo la Contea, ma non solo! Sarebbe fantastico dare vita anche alle altre regioni della Terra di Mezzo e di Arda. L’obiettivo è coinvolgere gli artisti del settore tolkieniano, ma anche artigiani e amanti di questo mondo per dar vita a un paesaggio che si ricordi nel tempo e che faccia esclamare a chi lo visita: “Caspita! Sono nella Terra di Mezzo!”. I componenti delle Schiere di Arda si occuperanno delle animazioni e, se possibile, un sogno sarebbe realizzare piccoli spettacoli, magari anche in playback, riproponendo e ricostruendo diverse scene… chissà! Però mi piacerebbe tantissimo. 

L’evento più vicino, però, come accennavo poc’anzi, sarà la Festa dell’Unicorno 2021 a Vinci, dal 20 al 22 agosto. Avremo uno spazio di due o tre stand ancora da definire, ma durante i tre giorni di festa faremo mini corsi di Lingue Elfiche e Tengwar, una mostra di costumi, armor e accessori movie accurate (materiale dei membri del gruppo), piccole attività di animazione con il pubblico come foto e dibattiti a cura dei membri del gruppo che saranno presenti. Il sabato sera alle 18:30 faremo una parata in costume , dove saranno accettati tutti coloro che vorranno partecipare e capitanata dai nostri membri come aprifila.

Speriamo di riuscire a ingrossare le nostre fila nel frattempo, anche in previsione del Tolkien Village che vorremmo portare il prossimo anno. Per quest’occasione porteremo solo poche attività mirate, per via del poco preavviso e di tutta la situazione pandemica in corso, non potevamo davvero fare di più… in realtà avevamo deciso di non portare nessuna attività quest’anno, con la promessa di fare qualcosa di veramente grande l’anno prossimo, ma ci sarebbe dispiaciuto, e volevamo a tutti i costi dare un piccolo segno della nostra presenza. Inizialmente, abbiamo avuto grossi problemi a trovare chi potesse svolgere delle attività, anche per via del periodo di svolgimento della festa che combacia per alcuni con la ripresa del lavoro dopo le vacanze estive. Eravamo un po’ giù di morale, perché sembrava che la cosa non si potesse fare per via di mancanza di persone fisiche, ma è bastato fare una chiamata a raccolta molto mirata, contattando le persone con cui ci eravamo trovati a collaborare in passato per altre associazioni e gruppi, ed è stata magia. Nel giro di 15 giorni abbiamo smosso tutte le regioni d’Italia ricevendo dei no, ma anche molti sì che ci hanno fatto sperare… e dal nulla che doveva essere, abbiamo uno spazio da due a tre stand con attività e mostre e a turnazione figuranti in costume che hanno attinenza con i personaggi dei film.

Questo è avere spirito tolkieniano, la collaborazione è fondamentale per costruire qualcosa di bello agli occhi e per il cuore. È questa la nostra politica: aiutare e ricevere aiuto perché dove arriva uno, in dieci si arriva prima e con meno sforzi. 

Quali saranno le attività delle Schiere di Arda alla Festa dell’Unicorno, nello specifico?

Le nostre attività per Vinci saranno diverse: venerdi 20 agosto, alle ore 16:00 presso la nostra postazione stand  ci sarà minicorso di Tengwar, e sabato 21, sempre alle 16:00, il minicorso di lingua Elfica, entrambi a cura di Gianluca Comastri; domenica 22 invece, dalle 18,30 in poi, ci sarà la Parata tolkieniana, una sfilata in costume delle Schiere di Arda “Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit”, con partenza dalla nostra postazione stand. Ma le nostre attività non si fermano a questo, tutti i giorni ci saranno la mostra di costumi e accessori screen accurate (materiale del gruppo), la possibilità di fare foto e video con i membri del gruppo e uno spazio espositivo di  opere artistiche tolkieniane con attività di disegno real time, a cura di Emanuele Manfredi. Nel frattempo stiamo aspettando anche che altri artisti confermino la loro presenza presso la nostra postazione!

[per maggiori informazioni sull’evento aprite qui]

L’intervista si conclude qui. Grazie davvero per la disponibilità e per averci messi a parte di questa visione della Bellezza del mondo del Professore.

Grazie a voi! Dopo questo periodo chiusi nelle nostre case, dopo questo lunghissimo anno e mezzo, penso che la cosa di cui abbiamo bisogno sia proprio la Bellezza: ricominciare guardando sì indietro, ma dando la possibilità al mondo di rinascere.

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