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Il Passaggio del Re

“Il Passaggio del Re” – prima stesura

Il Passaggio del Re – presente nel primo disco del mio viaggio musicale.

Aragorn. Da molti considerato il solito eroe senza macchia e senza paura, commettendo lo stesso peccato di superficialità di cui accusano il personaggio. Ma chi ben conosce i materiali mitici e la psicologia del profondo, sa cos’è un Re Interiore.

Aragorn figlio di Arathorn è il personaggio con il quale, certo immodestamente, mi sono fin dall’inizio più identificato. Al di là dell’ingenuità dell’adolescente che ero allora e che in buona parte ancora sono, questo è significativo. La figura del Re Interiore, dal punto di vista della crescita psicologica, non è solamente importante ed essenziale: è vitale.

Vitale per l’equilibrio di una mente che possa diventare capace di affrontare la complessità e lo sconcerto che la comprensione della “Realtà primaria” comporta. E la figura di Re Elessar è sicuramente la più bella e positiva che poteva uscire dalla penna di uno scrittore. Per nulla un personaggio superficiale, anzi: forse proprio per la sua complessità e profondità spesso viene mal compreso da molti lettori. In parte anche per il lavaggio del cervello che fin da piccoli ci viene propinato contro ogni figura che possa apparire autoritaria o addirittura dittatoriale, sopratutto nel nostro Paese.

Ma non vi è niente di autoritario in Aragorn: semmai autorevole, per chi è capace di discernere. Simile in questo ed altri aspetti a Gandalf, vive il proprio ruolo come servizio, anche quanto deve esercitare il suo potere. E spesso non ha bisogno di imporlo, in quanto chi è intorno a lui ne percepisce la statura morale.

Ecco allora che nel brano musicale la solennità nasce da un’immane lontananza, nel tempo e nello spazio. La forza scaturisce da un crescendo graduale e per nulla forzato, dove al pianoforte si accostano percussioni, ottoni, cori e tappeti d’archi accompagnati da suoni di sintesi che ne accentuano il senso di mistero.

“Non tutt’oro è quel che brilla, né gli erranti son perduti.”

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